Cari amici, la storiella che segue è stata tratta da “Il Segreto del Mondo”, di Jean-Claude Carrière (edizioni Garzanti, 2010). Un bell’esempio di scienza spicciola!
Si raccontava negli Stati Uniti, verso la fine degli anni Quaranta, una barzelletta ebraica in cui due modesti sarti del Bronx chiacchierano mentre lavorano. Uno dei due menziona casualmente Einstein e l’altro gli chiede:
“Chi è questo Einstein?”
“Non lo conosci?”
“No.”
“Ma sei scemo o cosa? Einstein! Albert Einstein! E’ un genio! Tutti lo conoscono! E’ il più grande scienziato del mondo!”
“E’ così famoso?”
“Famoso? Vuoi scherzare! Si vede il suo nome sulle biro, sulle scatole di fiammiferi, sui sigari! Non si parla che di lui! Dappertutto!”
“E perchè è così celebre?”
“A causa della relatività.”
“Ah si? E che cos’è la relatività?”
“Ma che idiota! E’ la relatività! Cosa vuoi che ti dica di più?”
“Puoi spiegarmi?”
“Ma certo! Ascoltami: immagina che una vecchia puzzolente venga a sedersi sulle tue ginocchia per un minuto. Questo minuto ti sembrerà un’ora, sei d’accordo? Ma se una graziosa ragazza profumata si siede sulle tue ginocchia per un’ora, ti sembrerà un minuto.”
“Ed è questa la relatività?”
“Proprio così. Più o meno.”
Il sarto che non conosceva Einstein riflettè per un momento prima di chiedere:
“E si guadagna da vivere con questo?”
Einstein, al quale venne raccontato questo dialogo, scoppiò a ridere e assicurò che si trattava della migliore spiegazione della relatività “popolare” che avesse mai sentito.





Una risposta a Lezione di relatività (con risatina)