Donne e uomini nel conflitto: scoperta la neurofisiologia del comportamento morale.

Nel corso degli anni, un’intensa attività di ricerca sui processi decisionali umani, ha già dimostrato che i generi si differenziano rispetto al comportamento morale: le donne, hanno una superiore capacità empatica, gli uomini sono più inclini alla manifestazione fisica e verbale di aggressività.

I report statistici sulla criminalità, hanno mostrato che le donne rappresentano solo il 6-7% dei detenuti, indipendentemente dalla loro nazionalità, cultura, religione ed età.

Adesso facciamo un ulteriore passo in avanti verso l’evidenza neurofisiologica del comportamento “morale” (così definito per designare specifiche risposte verso dilemmi di tipo morale o immorale).

Il 23 Gennaio del 2010, uno studio dell’università di Milano e del Centro clinico per le Neuronanotecnologie della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Policlinico, ha dimostrato che esiste una differenza legata al genere nel comportamento morale in risposta a situazioni conflittuali.

Come gli autori giustamente sottolineano, tale evidenza potrebbe essere ovvia per il senso comune o per le scienze sociali. Tuttavia non ne era ancora stata trovata alcuna correlazione neurofisiologica, o almeno non fino ad ora.

La stimolazione diretta di corrente transcranica sulla corteccia ventrale prefrontale e sulla corteccia occipitale su 78 soggetti sani (38 uomini e 40 donne), ha dimostrato che la valutazione dei vantaggi e degli svantaggi in una situazione di conflitto (e le eventuali azioni conseguenti) è maggiormente accentuata nelle donne che non negli uomini.

Ricordiamo che tale stimolazione cranica effettuata con queste piccole scariche di corrente è una tecnica non invasiva e che serve per osservare le risposte cerebrali in vivo in determinate condizioni.

Per leggere tutto l’articolo, vi invitiamo a visitare la pagina http://www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0008865 .

Sorge a questo punto spontanea la domanda: considerata la società in cui viviamo, quali sono i fattori che “spengono” questo interruttore di corrente?

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