C’è luce nel nostro sangue!

Diversi anni fa il sovietico Vladimir Leonidovich Voeikov ha dimostrato l’esistenza di campi biofotonici all’interno del sangue. In pratica, avvalendosi di strumenti particolari in grado di rilevare la presenza di luce non visibile all’occhio umano, Voeikov ha osservato come il “tipo” di luce emesso dal sangue umano possieda delle caratteristiche tali da permettere una specifica diagnosi sullo stato di salute della persona esaminata.

Proprio come Fritz Albert Popp ha mostrato sulle piante, Voeikov ha evidenziato che, esaminando un campione di sangue di una persona sana e uno di una persona malata, è possibile osservare che nel caso della prima la luce emessa dal sangue è intensa e continua, mentre nel caso della seconda sembra affievolirsi e presentare delle intermittenze e anomalie.

Alcune di queste incredibili assunzioni si trovano nell’articolo “Biophoton research in blood reveals its holistic properties” dell’Indian Journal of  Experimental Biology, del lontano 2003, nel quale Voeikov spiega che il monitoraggio dell’emissione di fotoni spontanea da sangue umano in condizioni di riposo ha rivelato che esso sia una fonte continua di biofotoni in uno stato elettronicamente eccitato.

Lo stato eccitato del sangue è uno stato oscillatorio, vibrazionale, estremamente sensibile alle fluttuazioni di campi fotonici esterni, resistente però alle variazioni di temperatura. Questi dati suggeriscono che il sangue abbia dunque le medesime proprietà di un sistema cooperativo non-lineare in stati di non-equilibrio, le cui cui componenti interagiscono incessantemente nel tempo e nello spazio.

Parte di questa proprietà del sangue sarebbe fornita dalla sua capacità di immagazzinare l’energia di eccitazione elettrica che viene prodotta nel corso della propria normale vita  metabolica, caratteristica che, da un punto di vista analitico pratico, potrebbe diventare una base per un nuovo approccio alle procedure diagnostiche.

Non solo. Ad un’analisi accurata si è potuto constatare che tra i due campioni di sangue posti vicini veniva messa in atto una “migrazione” dei campi luminosi del campione sano verso quello malato, infettato da microbi. Tale scoperta ci ricorda molto lo studio sui campi morfogenetici di Rupert Sheldrake, così come il concetto di L-field, ovvero campo vitale, proposto da Harold Saxton Burr a Yale fin dagli anni ’30.

C’è luce, dunque, nel nostro sangue, così come c’è salute quanto più questa luce è coerente e viva. Tale informazione può essere trasmessa all’esterno grazie alla sola vicinanza tra i sistemi emettitori, producendo a sua volta un aggiustamento dello stato vibrazionale incontrato nell’ambiente circostante.

Incredibile ma, a quanto pare, vero.

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6 risposte a C’è luce nel nostro sangue!

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  2. claudio ha detto:

    trovandomi in sintonia con questa scoperta, non ho che da dire: avanti sempre con Luce e Amore
    Claudio

  3. Pingback: C’è luce nel sangue | FAI DA TE – ISTRUZIONI E CONSIGLI PER L'USO

  4. loriana ha detto:

    perchè dovrebbe stupirci questa scoperta di Voeikof? perchè è uno scienzato che indaga senza preconcetti. Nelle vie esoteriche questa realtà è conosciuta da sempre, ma noi abbiamo dimenticato…cosi’ è nata la “scienza” attuale….rileggendo i testi delle tradizioni noi possiamo scoprire infinite realtà del mondo sensibile che ci svelano realtà del mondo soprasensibile.
    Se non avessimo LUCE dentro di noi…. non potremo neanche nascere Bisogna vivere qui e ora…ma bisogna attingere sempre da FONTI dimenticate e non più lette….forse la “SCIENZA” acquisterebbe COSCIENCA

    • spaziomente ha detto:

      Condividiamo in pieno l’osservazione. È proprio in virtù di questa evidenza – ossia che l’essere umano attuale ha bisogno di conferme scientifiche per accettare o riscoprire conoscenze antiche – che noi reputiamo importante cercare di divulgare determinati studi. D’altronde, moltissime scoperte degli ultimi decenni sono in realtà ri-scoperte di antichi saperi, basti pensare all’inconscio di Freud, all’energia orgonica di Reich, alla nuova medicina di Hamer, al determinismo strutturale di Maturana, ecc. Mentre da un lato potrebbe essere desolante constatare come ci si arrovelli tanto per poi giungere a conclusioni già note nelle antiche tradizioni, da un altro lato è comunque oggi straordinario assistere ad una “traduzione scientifica” di tali saperi. Inoltre, ciò che secondo noi è vitalmente importante, è riuscire a rivoluzionare i propri abitudinari preconcetti ereditati passivamente per ridare spazio a quell’autenticità e creatività che caratterizza potenzialmente ognuno di noi. Che tale trasformazione possa compiersi immergendosi in studi esoterici o in studi scientifici, poco importa, tanto i cartelli indicatori sembrano indicare sempre più verso lo stesso orizzonte. Forse, al pari di un bambino che prova ad avvicinare la sua mano al fuoco nonostante gli venga raccomandato di non farlo, anche la nostra epoca ha bisogno di sperimentare da sé alcuni principi basilari della vita. Forse sarà proprio questo processo a fargli – anzi, a farci – apprezzare più che mai ciò che i saggi di sempre ci hanno tramandato. Un caro saluto

  5. valter ottello ha detto:

    Nulla di stravolgente, ogni elemento in natura emette una certa frequenza sotto forma di fotoni sotto forma non visibile dall’okkio umano ma misurabile/prcepibile tra fotoni e fotoni. Pertanto chi è in grado di elaborare l’ATTIVITA’ DINAMICA CELLULARE può valutare di tutto e di più mediante i fotoni, tutto ciò che succede ne corpo umano in tempo reale. succede cosa? Tratto dal sito “mednat.org”: “Ogni Organismo, risponde in maniera differente, agendo secondo precise leggi biologiche e biochimiche adeguandosi ogni istante, alle varie esigenze di stimolazione esterna dell’atmosfera nella quale vive; infatti tutte le variazioni iono atmosferiche, anche minime, modificano ad ogni istante le cariche bioelettroniche dei liquidi (il Terreno o Matrice) del corpo dei vari organismi viventi”.

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