Il fast food aumenta l’impazienza: lo dimostra la psicologia

Due studiosi dell’Università di Toronto, Chen-Bo Zhong e Sanford E. DeVoe, stanno pubblicando un articolo su Psychological Science (You Are How You Eat: Fast Food and Impatience) sugli effetti inconsci che i fast food ed i suoi simboli sembrano avere sul nostro comportamento. Questa volta ad essere oggetto di osservazione non sono le conseguenze dei ben noti e discutibili ingredienti di panini e bevande, ma i significati che essi veicolano e il loro manifestarsi nella nostra vita cognitiva e nelle nostre azioni.

Nel primo test gli autori hanno esposto un gruppo di persone (57 studenti) alla visione inconsapevole di simboli legati al mondo dei fast food (un’esposizione di appena 12 millisecondi dei loghi di alcuni noti franchising). Subito dopo, è stato richiesto loro di leggere un breve paragrafo di testo.

Cronometro alla mano, i ricercatori hanno appurato che la velocità di lettura era stata decisamente maggiore nel gruppo esposto ai simboli dei fast food rispetto a quella del gruppo di controllo, non esposto precedentemente alla visione flash dei suddetti loghi.

Ma non è tutto. I ricercatori hanno valutato altri due aspetti dell’impazienza, sempre collegati ai significati inconsci veicolati da questo modo di alimentarsi. Il primo è stato misurato testando la tendenza del gruppo sperimentale a scegliere alcuni prodotti di uso comune sulla base del risparmio di tempo oppure sulla base della valutazione e del controllo dei prodotti stessi.

Nuovamente, le persone esposte agli stimoli relativi al fast food hanno mostrato una maggiore predisposizione a valutare un prodotto sulla base del risparmio di tempo che esso avrebbe potuto permettere, piuttosto che su altri fattori come la qualità o l’estetica.

Il terzo ed ultimo esperimento dimostra che la fretta e il desiderio di risparmiare tempo scatenato inconsciamente dal fast food, possa addirittura condurre la persona ad andare contro i propri personali interessi. Brevemente, il gruppo sperimentale doveva questa volta scegliere tra un piccolo benefit ricevuto subito ed un ben più corposo ritorno economico ricevuto qualche tempo più tardi. In pratica, la scelta da operarsi era tra l’uovo oggi o la gallina domani.

Anche in questo caso, gli studenti universitari esposti alla visione preventiva dei loghi di due famose catene di franchising hanno preferito, impulsivamente, la prima chance, piuttosto di dover attendere tempo ulteriore.

La morale della favola? Il fast food, icona della nostra cultura che enfatizza il tempo a danno della qualità con cui esso è speso, sembra potersi insidiare nella nostra mente, conducendoci in maniera automatica alla fretta e alla ricerca di una immediata gratificazione.

Spaghetti al pomodoro per tutti?

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