Trovata la sede del “governo occulto”? di Luca Bertolotti

Riflettendo sui post La mente che ci vive e sui relativi commenti (in particolare facenti riferimento all’esperimento di Stanley Milgram) ho pensato di introdurre un’interessantissima analogia proposta diversi anni fa da Mauro Scardovelli (Subpersonalità e crescita dell’Io, 2000), fondatore della PNL Umanistica Integrata.

Secondo la sua visione, la mente è un vero e proprio sistema che funziona per sottosistemi. Dentro di noi convivono infatti desideri e aspirazioni diverse e spesso in conflitto; ecco perché siamo costantemente chiamati a fare i conti con una moltitudine di voci interne, personaggi, modelli interiorizzati, parti rimaste ancorate al passato.

Non occorre definirsi schizofrenici per riconoscere al proprio interno irruzioni di voci o immagini spontanee, parallele o dissonanti con il corso principale dei propri pensieri. Talvolta sembrano del tutto casuali, semplici distrazioni; in altri casi invece sembrano esprimere una loro volontà contraria alla nostra, che ci blocca e ci inibisce, spingendoci verso comportamenti o scelte che non vorremmo fare.

Sarei infatti estremamente curioso di conoscere qualcuno in grado di porre una precisa linea di demarcazione tra la psiche “normale” e quella “patologica”…

Ad ogni modo, come anche la psicosintesi, la PNL Umanistica Integrata denomina questi sottosistemi subpersonalità. Esse sono parti complesse, personalità minori con una specifica organizzazione, volontà e progettualità. Si possono immaginare come organismi o sottosistemi dotati di una loro autonomia che vivono all’interno di un sistema più grande.

La metafora estremamente evocativa che viene utilizzata per comprenderle è la metafora politico-costituzionale. In quest’ottica, le subpersonalità sono come partiti o movimenti politici che concorrono, con metodo non sempre democratico, a definire la linea politica seguita dal paese, la persona.

Alcuni di questi sono più trasparenti e democratici, altri sono più segreti ed estremisti. Alcuni collaborano col governo, altri sono all’opposizione, altri ancora contro il sistema e vorrebbero abbatterlo e trasformarlo radicalmente; non si fanno scrupoli a boicottare le scelte decise dalla maggioranza.

Il governo è dunque l’Io della persona, l’insieme dei valori, principi e progetti in cui si riconosce e si identifica. Anche secondo la psicosintesi di Roberto Assagioli, l’Io è un centro di coscienza e volontà; il suo compito è di riconoscere e soddisfare i bisogni, i desideri e le aspirazioni del paese che governa.

L’Io non è dunque il padrone, ma svolge una funzione al servizio del paese. Deve saper coordinare, dirigere e guidare; deve aver visione e saper formulare progetti e obiettivi sani ed ecologici. Soprattutto deve ascoltare le diverse istanze che emergono all’interno e integrarle in un progetto unitario.

Senza la capacità di disidentificarsi dai singoli impulsi, motivazioni e pressioni delle subpersonalità e dai singoli bisogni meno evoluti, l’Io cade in balia di contrasti e conflitti interni senza fine. Il sistema rischia la paralisi o l’anarchia, oppure rischia l’occupazione del governo da parte di più subpersonalità, e la regressione ad una conduzione tirannica.

In accordo con la psicosintesi, l’io occupa una posizione centrale, e la sua decontaminazione dalle subpersonalità o dall’influenza di parti regressive è un passaggio essenziale per la crescita della persona, anzi, oserei azzardare per la reale nascita della persona.

Ecco allora che possiamo giungere ad una riflessione conclusiva: se avessimo il coraggio di capovolgere per un attimo il faro dal mondo esteriore a quello interiore, potremmo forse osservare come tutto lo sdegno che proviamo verso la degradazione politico-economica, verso le ingiustizie sociali, non sono altro che lo specchio di una medesima realtà psicologica interiore, vissuta però nell’ombra, nascosta prima di tutto a noi stessi o quantomeno giustificata come ininfluente di fronte a fatti di portata ben più ampia.

Già, ma anche in questo caso qual è la linea di demarcazione che separa la tipologia di guerra che insorge spesso tra amici, vicini di casa o addirittura in famiglia, dalla guerra che può scaturire tra due nazioni?  Non credo sarebbe saggio archiviare frettolosamente il caso pensando alle armi fisiche. E ancora, cosa distingue le nostre piccole meschinità quotidiane in virtù di interessi personali, dalle grandi manovre non propriamente pulite di molti personaggi di potere?

Ponendo allora in evidenza come bibliografia essenziale per ulteriori approfondimenti il libro La fattoria degli animali di George Orwell, concludo con un consiglio a me stesso e a tutti i lettori, ossia quello di pensarci due volte prima di affermare a cuor leggero: se io avessi la possibilità di cambiare le cose nel mondo, tutto andrebbe meglio!

È proprio vero, “quanto” ancora dobbiamo conoscere di noi stessi…

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4 risposte a Trovata la sede del “governo occulto”? di Luca Bertolotti

  1. STEFY ha detto:

    ….e per conoscere se stessi intendo come funzioniamo e non
    solo a livello mentale suggerisco di leggere Patanjali i suoi yoga sutra
    datano qualke millennio fa ma sono sempre utili oppure se vogliamo fare un paragone con la fisica moderna c’è Il Tao della Fisica di F. Capra
    se ne potrebbero citare tanti e tanti altri di testi “illuminanti” che ci aiutano a “svelare” il mistero di noi stessi e la Vita è molto più semmplice di quanto la nostra Mente che mente, ce la vuol dipingere.
    Buono studio! Un sorriso per la vita… SALSAMATTA

  2. Josaya ha detto:

    Bellissima e illuminante analisi!!!! non c’è che dire! complimenti!

  3. Pingback: Cinque luoghi (non) comuni sulla felicità – di Silvia Salese | Spaziomente blog

  4. Pingback: La fine di un blog, ma con grande classe | Spaziomente blog

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