Ti senti solo? Modifica i tuoi pensieri!

La solitudine è un demone che assale chiunque, prima o poi, ma che se conosciuto offre enormi occasioni di crescita e riflessione personale. Lo sappiamo tutti per esperienza personale.
Tuttavia il fatto di sentirsi soli per qualcuno diventa un insidioso fattore di isolamento e depressione, che non conduce altro che ad un doloroso ripiegamento su di sè. In altri termini, all’opposto della
crescita, può portarci all’immobilità assoluta, a sviluppare malattie cardiache e altri disturbi somatici di vario genere.
“Le persone sono sempre più isolate, e questo problema di salute è destinato a crescere,” ha infatti dichiarato John Cacioppo, Professore di Psicologia presso l’Università di Chicago. “Se sappiamo che la solitudine è coinvolta in problemi di salute, la domanda seguente è che cosa possiamo fare per ridurla.”
Bene, che fare allora? Alcuni ricercatori hanno pubblicato recentissimamente (il 9 settembre di quest’anno) una revisione del problema sulla base della letteratura esistente su Personality and Social Psychology Review.
Il team ha sintetizzato i risultati ottenuti nei quattro tipi di strategie normalmente utilizzate per far fronte al problema:
1- il miglioramento delle capacità sociali
2 – l’accrescimento del sostegno sociale
3 – la creazione di opportunità di interazione sociale
4- la capacità di indirizzare la cognizione sociale.
Ad un’analisi approfondita, i ricercatori hanno potuto constatare che gli interventi mirati alla cognizione sociale sono stati quelli che hanno dato risultati migliori nella lotta contro la solitudine. Che significa? Semplicemente che modificare i pensieri verso se stessi e verso gli altri cambia sia la percezione che, di conseguenza, il modo di porsi verso la vita.
Christopher Masi, Professore di Medicina alla University of Chicago Medical Center e autore principale dello studio, afferma infatti che il problema della solitudine è un problema essenzialmente cognitivo. In pratica gli altri non sono tutti brutti e cattivi ed io non sono proprio un poveretto: sono i miei pensieri a percepire me stesso e il mio prossimo in un certo modo. I fatti reali, quindi, potrebbero essere diversi da come io li percepisco, ed il mio comportamento potrebbe influire moltissimo sulle esperienze che vivo quotidianamente.
In questo si sono rivelati molto efficaci gli interventi di tipo cognitivo-comportamentale, ovvero di quella parte della psicologia che si focalizza maggiormente sulla cognizione (i pensieri attraverso i quali facciamo esperienza del mondo) e sui comportamenti che mettiamo in atto.
Il problema dunque non è l’assenza di persone con cui interagire, ma ciò che io penso di me e degli altri. Prova ne è il fatto che se si mettono insieme persone che si sentono sole, queste difficilmente riescono a relazionarsi le une con le altre.
Gli studiosi, soddisfatti dei risultati ottenuti, non vedono l’ora di sperimentare gli assunti teorici. Noi, nel frattempo, potremmo rifletterci su.
Per ulteriori approfondimenti sul tema su questo blog:
Trovata la sede del governo occulto
La mente che ci vive
La mente che ci vive (seconda parte)
La mente che ci vive (terza parte)
L’illusione di essere liberi
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9 risposte a Ti senti solo? Modifica i tuoi pensieri!

  1. afo ha detto:

    In un mondo sempre più informatizzato si è sempre più soli. E’ una contraddizione che rispecchia la realtà.

    • spaziomente ha detto:

      Si, certo. Ma l’articolo non mette in rilievo le ipotetiche cause esterne, ma quelle “interne”. Siamo così sicuri che se non ci fosse internet godremmo di più compagnia? E come mai ci sono persone che lavorano quotidianamente nel nostro mondo informatizzato ma che, da un punto di vista relazionale, non ne risentono affatto?
      Un cordiale saluto.

  2. Pingback: Ti senti solo? Modifica i tuoi pensieri! « Spaziomente blog

  3. SALSAMATTA ha detto:

    LA MENTE CI MENTE… diceva un vecchio saggio: ” alzati al mattino, guardati allo specchio e sorridi a te stesso…poi esci di casa con quel sorriso. All’inizio ciò comporterà uno sforzo da parte tua. Poi diverrà un’abitudine; ed infine sarà il tuo destino. Ben presto ti accorgerai che gli altri rispondo al tuo sorriso. SORRIDI ALLA VITA.”
    Basta provare! Se la mente.. mente, posso farla “mentire” in positivo e
    raccogliere poi i frutti.. Buona vita a tutti voi. :))
    Un sorriso per la Vita. SALSAMATTA

    • spaziomente ha detto:

      Probabilmente ci sarebbe molto da riflettere insieme a questo proposito. Crediamo però che l’importante sia che la mente non smetta mai di osservare quando stia, effettivamente, mentendo. Non importa se con un sorriso o con un broncio. Grazie per il commento, un caro saluto.

  4. SALSAMATTA ha detto:

    TI RINGRAZIA PER LA RISPOSTA AL MIO COMMENTO ANCHE SE MI ASPETTAVO QUALCOSA DI PIU’. PER OSSERVARE LA MENTE C’E’ UNA PRATICA MILLENARIA INFALLIBILE CHE E’ LA MEDITAZIONE LO YOGA E LO STUDIO DI SE’ MA SOLO POCHI RIESCONO PERCHE’ PER OSSERAVARE “REALMENTE” SE STESSI OCCORRE MOLTO CORAGGIO, DETERMINAZIONE E COSTANZA OLTRE AD UNA BUONA DOSE DI UMILTA’ ED AMORE PER IL PROSSIMO ED IL CREATO TUTTO.
    UN SORRISO PER LA VITA, SALSAMATTA :))

    • spaziomente ha detto:

      Giusto, e per avere coraggio, determinazione, costanza e umiltà, come dice lei, conosco anche io una pratica, forse meno esotica ma efficace (credo che, in fondo, seguano gli stessi principi): una sana onestà interiore. Un caro saluto, Silvia.

  5. FABIO ha detto:

    LA SOLITUDINE SEMBRA UN VORTICE ,CHE TI PORTA SEMPRE PIU’ GIU’, PIU’ STAI SOLO ,PIU’ HAI VOGLIA DI STAR SOLO , PIU’ TI SENTI SOLO E QUASI STARE CON GLI ALTRI TI DA FASTIDIO , NON E FACILE USCIRE DA UNA SITUAZIONE DEL GENERE DA SOLO.
    ANCHE SE LA NOSTRA VITA E’ FRENETICA HAI COMUNQUE SEMPRE UN SACCO DI TEMPO PER PENSARE ( TROPPO SPESSO GRAZIE A QUELLO CHE SUCCEDE NEL MONDO IN NEGATIVO ), E VAI SEMPRE PIU’ GIU’.
    MI PIACE IL COMMENTO DI SALSAMATTA ” SORRIDI ALLA VITA “, E’ SOLO QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA (POSITIVI O NEGATIVI).
    A 22 ANNI MI SONO ISCRITTO A SCUOLA (SERALE) PER DIPLOMARMI , NEL MENTRE LAVORAVO , E IL FATTO DI NON SENTIRSI SOLO NON ERA DOVUTO AL FATTO DI ESSERE SEMPRE IN MEZZO ALLE PERSONE , MA AL FATTO DI ESSERE SEMPRE MOLTO IMPEGNATO , MI RIMANEVA GIUSTO IL TEMPO DI DORMIRE 5 ORE E MANGIARE UN PANINO AL VOLO , COSì PER 4 ANNI.
    E’ L’ESSERE IMPEGNATO CHE TI TIENE VIVO .
    CHI SONO LE PERSONE CHE SOFFRONO DI PIU’ LA SOLITUDINE OGGI ?
    GLI ADOLESCENTI ( LASCIATI SOLI DAI GENITORI ) GLI ANZIANI FORSE , O QUELLE PERSONE CHE PUR MOLTO GIOVANI , TRA I 60 E 65 ANNI VANNO IN PENSIONE E VENGONO MESSE DA PARTE DALLA SOCIETA’ O PERCHE’ ” VOGLIONE ESSERE MESSE DA PARTE ” BISOGNEREBBE OBBLIGARLI A FARE IL VOLONTARIATO ALMENO PAR-TIME .
    BISOGNA INTERAGIRE CON GLI ALTRI IL PIU’ POSSIBILE , NON E’ QUELLE CHE IMPARIAMO A FARE SI DA PICCOLI ! IMPARIAMO GIOCANDO ,
    ANDIAMO A L’ASILO PER IMPARARE A RELAZIONARCI CON GLI ALTRI , ALLORA IN QUALE MOMENTO DELLA VITA INCOMINCIAMO A SENTIRCI SOLI ?
    puoi stare immezzo a 1000 persone e sentirti solo lo stesso ,
    LA SOLITUDINE E’ UNO STATO MENTALE E NON SO SE LO YOGA , LA MEDITAZIONE O ALTRO POSSA AIUTARI , MA SICURAMENTE SIN DA PICCOLI INSEGNARE AI NOSTRI FIGLI A CREDERE IN SE STESSI ED AD ESSERE ONESTI CON SE STESSI E NEI CONFRONTI DELLA SOCIETA’ PUO’ ESSERE UN BUON INIZIO
    GRAZIE A SALSAMATTA , PROVERO’ LA MATTINA A SORRIDERMI ALLO SPECCHIO

  6. Pingback: Cinque luoghi (non) comuni sulla felicità – di Silvia Salese | Spaziomente blog

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