La rete degli inconsci: presentazione di una teoria – di Riccardo Calantropio

Cari amici, oggi vi proponiamo una teoria, o meglio, una visione alternativa della realtà inviataci dall’Ing. Calantropio. Nell’articolo che segue troverete anche i dettagli per maggiori approfondimenti. Come sempre, buona lettura a tutti.
Il progresso scientifico attuale, sia tramite le NEUROSCIENZE e la GENETICA, e sia tramite la fisica e la cosmologia, sta mettendo in crisi irreversibile sia la metafisica e sia l’olismo.
Sappiamo, ad esempio, che le mutazioni genetiche sono casuali, e che l’albero genealogico dell’uomo non è lineare, ma assomiglia a una rete (per cui nessun progetto lineare, ma legato ad incontri casuali tra i vari rami delle discendenza).
E sappiamo che singole zone del cervello hanno specifiche funzioni, e che una volta danneggiate, influiscono pesantemente sul carattere e sulla personalità, come altrettanto fanno droghe e psicofarmaci. Da qui nessun nocchiero spirituale di un singolo cervello e nessuna mente unica centralizzata.
Infine, come afferma, Stephen Hawking, l’evoluzione dal BIG BANG ad oggi, è stata una necessità, logica consequenziale, legata alla gravità e al fatto che l’universo è imperfetto. Nessun intervento di MODIFICA (DEUS EX MACHINE) in corso d’opera.

Ed ecco nascere nel 1977, e pubblicato solo nel 2001, un nuovo sistema filosofico, che NON E’ IN CONTRASTO CON IL PROGRESSO SCIENTIFICO, e che ha una sua pseudo-metafisica, una sua pseudo-spiritualità e un suo pseudo-olismo. Ovvero i fenomeni ipotizzati che credevamo spirituali ed esoterici SONO REALI, ma sono stati travisati, da millenni, nel loro funzionamento. Questo sistema filosofico fa a meno di interventi macroscopici di DIO dal BIG BANG ad oggi, ma non esclude che Dio abbia creato le STRINGHE e le leggi fisiche antecedenti al BIG BANG, in modo tale che fosse certo, che prima o poi, in uno o più pianeti dell’universo, si fossero evoluti esseri biologici intelligenti e razionali, capaci di sviluppare anche una loro pseudo-spiritualità.
Una delle intuizioni del proponente la nuova visione è stata quella di capire che i grandi pensatori del passato hanno cercato di indagare sulla realtà, mediante l’unico strumento a loro disposizione, il cervello umano, senza ben conoscerne le caratteristiche e i difetti congeniti. Ad esempio che si nasce CREDENTI, per questioni filogenetiche del DNA. Questo ha fatto si che si travisasse un mondo pseudo-telepatico che aveva creato l’umanità stessa con un mondo metafisico o olistico, ma in ogni caso spirituale (teorizzato esistente già dal BIG BANG, e più o meno in letargo per 13,7 miliardi di anni, in attesa della nascita dell’umanità). Un po’ forzata come idea di un mondo spirituale preesistente, anche perchè Hawking ci ha spiegato come si è evoluto l’universo dal BIG BANG; ma il supposto mondo spirituale come si è evoluto? …..o è stato creato pezzo per pezzo?
E’ ovvio, però, che in assenza di un altro sistema filosofico alternativo, come il nostro, tutti coloro che hanno avuto o creduto di aver avuto esperienze più o meno spirituali o paranormali, NON POTEVANO FARE A MENO DI CREDERCI, o per fede o per passione.
E, proprio per questo (ovvero per PASSIONI OSCURANTISTE), il nostro sistema filosofico avrà vita dura nell’essere accettato da tutti.
A detta di alcuni studiosi che ne hanno presa visone, questa teoria, oltre che essere affascinante, faccia parte di un generale ampliamento di prospettiva che pare si stia affacciando in sempre più persone. Il grosso merito di questa, però, è quello di riuscire a dare coerenza alle varie parti del puzzle.
Data l’estensione delle argomentazioni su cui è basata la teoria, per la comprensione della stessa, consigliere di visitare direttamente i miei siti:
www.inconsci.blogspot.com
www.nuoveteorie-calos.it
www.nuoveteorie.blogspot.com
Se qualcuno, dopo averla letto e trovata interessante, o utile, vorrebbe contribuire alla sua diffusione sarà il benvenuto, anche con semplici proposte, e mi potrà contattare alla mia email:
RiccardoCalantropio@alice.it
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16 risposte a La rete degli inconsci: presentazione di una teoria – di Riccardo Calantropio

  1. manzelli ha detto:

    Concordo sul fatto che i fenomeni osservati e concettualizzati sono stati travisati, dal paradigma Meccanico, nel loro effettivo funzionamento.
    Ritengo che oggi dovremo affrontare le scommessa volta ad attuare una strategia di cambiamento cognitivo dei contenuti e metodi di insegnamento basati sul meccanicismo che ci ha condotto a produrre macchine che generano una progressiva distruzione della natura. Pertanto per ritrovare un miglior modo per delimitare tale disastro innaturale e iniziare a superare questa fase inarrestabile di incosciente declino a lungo termine dovremo modificare profondamente il sistema educativo da cui non abbiamo appreso nulla per programmare il futuro perche’ ci hanno solo insegnato a ripetere le nozioni e i concetti del passato.
    Ogni prospettiva futura si declina al presente e a ciò fa credito proprio l’arte ancor prima della scienza come stiamo dimostrando nel gruppo attivo del 2004 Open Network for new Science.
    L’ idea nuova ed innovativa del BIO-VITALISMO ora andrà praticata sulla base di un modello di Formazione/ Informazione on line capace di modificare il rapporto tra mondo-percepito e mondo concepito in termini concettuali non piu’ meccanici, tendenti cioe’ a ricomporre il gap tra sostenibilia della natura e sviluppo sociale e culturale. Ritengo che varie tematiche potranno essere proposte come temi di formazione /informazione da ciacuno di voi e da altri che vorranno aggregarsi alla nostra iniziativa sul BIO-VITALISMO, che in sintesi significa “Vivere per migliorare la Vita”. (Ricerca su FACEBOOK BIOVITALISM)
    Un caro saluto Paolo. lre@unifi.it

  2. apiuvoci ha detto:

    Segnalo due POST in cui vengono riportati, a proposito della RETE DEGLI INCONSCI, due dialoghi con il Prof. Alessandro Bertirotti, scrittore saggista, ricercatore, docente di antropologia culturale, unico docente italiano in antropologia della MENTE. Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Bertirotti

    I post sono:
    http://apiuvoci.wordpress.com/2010/10/24/un-secondo-importante-dialogo-con-il-prof-alessandro-bertirotti/
    http://apiuvoci.wordpress.com/2010/10/24/un-secondo-importante-dialogo-con-il-prof-alessandro-bertirotti/

    Alessandra Barone

  3. inconsci ha detto:

    Segnalo il mio ultimo POST che tratta anche la decoerenza quantistica, che rende più credibile la visione della RETE DEGLI INCONSCI rispetto a un OLISMO generalizzato: http://inconsci.wordpress.com/2010/11/06/i-raggi-cosmici-influiscono-negativamente-sul-non-localismo-entanglement/

    Riccardo Calantropio

  4. Pingback: Un interessante dialogo con il Prof. Alessandro Bertirotti. | Apiuvoci's Blog

  5. N. M. ha detto:

    Nella sua realtà non locale e localistica (un campo unico), il campo coscienziale olistico-
    autopoietico, in Sigmasofia, è vissuto come lo strumento fondamentale che ha saputo edificare
    ogni scienza, ogni filosofia, ogni religione ecc. È la realtà olistico autopoietica fondamentale.
    In questi anni, la Sigmasofia ha proceduto alla sperimentazione diretta delle reti complesse,
    della non località, riuscendo a far scaturire dal vissuto i principi attivi di tali processi innati. Ed ha
    applicato tali evidenze ai processi funzionali localistici, acquisiti, alla scienza, alla filosofia, alla
    religione, partecipandole da un stato di autoconsapevolezza innovativo.
    Ciò ci ha permesso di vivere e di elaborare principi attivi fondamentali formanti il Bios e la
    coscienza che ne è inscindibile. Non si tratta di osservazione (aspetto incompleto dei processi
    coscienziali), bensì della partecipazione fusionale consapevole, da cui si evidenzia anche il
    cosiddetto osservare. Abbiamo vissuto e compreso molte estensioni della coscienza e,
    ovviamente, per poter farlo, abbiamo percorso molto sentiero, ma siamo lontani dalla meta:
    intere regioni del campo coscienziale olistico-autopoietico
    sono ancora da consapevolizzare.
    Il nostro rigore empirico olistico-autopoietico ci consente di affermare che siamo andati oltre
    la scienza della coscienza e la coscienza della scienza: non a caso, ora siamo olosdirezionati
    2

    verso l’ontos-sophos-logos della coscienza e verso la coscienza dell’ontos-sophos-logos.
    Sperimentando se stessa, la coscienza si è auto-scoperta, auto-rivelata al vissuto, determinando
    una transmutazione integrale del modo di procedere verso la conoscenza vissuta. La
    transmutazione consiste nel fatto per cui, scoprendo i principi attivi olistico autopoietici o genoma
    coscienziale, si è evidenziato il processo di non località coscienziale (o stato E.C.A. Entanglement
    Coscienziale Autopoietico): sono processi che, soltanto per dare un riferimento (non sono un neuro
    scienziato) possono interessare i microtuboli, strutture formanti i neuroni, e provenienti da tali
    estensioni coscienziali.
    L’incompletezza è studiare il cervello come se fosse separato dal corpo che lo veicola,
    dall’ambiente complessivo, dal tutto è atomicamente e coscienzialmente legato che siamo,
    l’Universi-parte. Quindi, l’Io-psiche è inscindibile dal corpo. Altra incompletezza è aver attribuito
    alla materia un fondamento non coscienziale, arrivando addirittura a pensare che sia una proprietà
    emergente di funzionalità, insite nella sola materia, non hanno sperimentato visceralmente che
    questa può essere riconosciuta al massimo come una densificazione di tale campo coscienziale
    olistico-autopoietico.
    La coscienza olistico-autopoietica, inscindibile da ciò che denominiamo natura, ha saputo
    costruire per in-formazioni presenti in essa il cervello e il sistema nervoso, attraverso cui la
    specializziamo negli stati di coscienza conosciuti: pensare, sentire, immaginare, razionalità
    compresa ecc.
    Ad esempio, l’Io poiché può produrre pensieri, può pensare. In primis, qui, è fondamentale
    vivere tutti i processi fisiologici localistici e non localistici, da cui si evidenzia la facoltà di produrre
    pensiero, di tutt’altra natura dal contenuto, dal significato-significante che attraverso tale processo
    applicheremo: il processo del pensare non ha nulla a che vedere con il pensare alla storia o al
    giardinaggio, e così via. I significati-significanti sono correlati alla storia esperienziale, vissuta dal
    concepimento al momento attuale dell’Io che la attua, sono imprinting esperienziali che faranno
    pesare la loro analogia, la loro simmetria con la situazione presente, che, con le relative intensità
    emozionali abbinate, possono provenire anche dal processo ereditario o per Entanglement
    Coscienziale olistico-autopoietico (e altro).
    Ma, tutto questo si può evidenziare, in quanto altri processi ci consentono di produrre il
    processo del pensare, indipendentemente dal contenuto. La Sigmasofia ha unito in un tutto
    funzionale inscindibile i principi attivi olistico autopoietici che formano il processo del pensare con i
    significati-significanti integrati. In sintesi: se non ci fosse la fisiologia localistica e non locale del
    processo del pensare non potremmo produrre significati-significanti. Per questo motivo, ha assunto
    importanza fondamentale sperimentare i processi non localistici che sottendono sempre alla
    produzione di ogni stato coscienziale. In tutto ciò, è ovviamente coinvolto il cervello la cui funzione,
    seppur fondamentale, rappresenta soltanto una parte del processo. Se siamo consapevoli dei
    principi attivi autopoietici, da cui si evidenzia il processo del pensare, necessariamente anche i
    significati significanti si evidenziano in modo più ampio ed esteso, permettendoci di vivere la
    consapevolezza che veicolano. Quindi, il pensare risulterà essere un processo consapevole della
    scaturigine non locale da cui si evidenzia e veicolerà in maniera simmetrica e non contraddittoria
    risonanze istintivo-emozionali e significati-significanti della storia acquisita soggettiva.
    Il pensare, la scelta a che cosa pensare è, quindi, emanazione di funzionalità non locali e
    localistiche innate e dalla storia vissuta, ereditata e percepita per E.C.A., una sommatoria di reti
    complesse (e inscindibili l’una dall’altra) che spesso non è riconosciuta nella sua reale transfinita
    estensione.
    Una lesione cerebrale nella zona prefrontale può far perdere la capacità di specializzare il
    campo coscienziale olistico-autopoietico in pensieri-emozioni che poi la persona applicherà come
    vuole. L’assenza di capacità di specializzazione, dovuta alla rottura del circuito, nulla toglie al fatto
    che il campo e l’autoconsapevolezza di tale processo restino quelle che sono, ma nel sensibile si
    assiste all’incapacità di poter produrle con tutte le deduzioni e talvolta proiezioni che questo
    comporta. Il processo non si specializza, ma il campo coscienziale resta invariato così la
    consapevolezza, anche se risulta essere inesprimibile secondo la convenzione comunemente
    condivisa.
    Nelle funzionalità microstrutturali e oltre, non esiste un soggetto e un oggetto, un Io e un tu.
    Trattandosi di un processo unico funzionale, di fatto, si pone in remissione la relazione e si
    evidenzia la creazione simultanea, anche se spesso la maggioranza degli Io non se ne rende
    3

    conto in quanto è identificata nel solo sensorio percettivo ed è ulteriormente confusa dal fatto che
    ognuno di noi, essere in apparenza semovente, rimane distinto e separato da altri. Tale evidenza
    funzionale sensibile non ha riscontri a livello di meccaniche sub quantistiche e di coscienza
    olistico-autopoeitica che, lì, si dischiude.
    Se questa consapevolezza, realmente raggiunta, entra in circolo, accade di prendere
    coscienza che non si entra in relazione con un’altra parte, ma la si riconosce come parte di sé
    (questo non va ad incidere sulle attività socio culturali dell’epoca, in quanto il ricercatore sa
    benissimo collassarsi, ridursi alla cosiddetta normale relazione io tu, vigente). Quindi, l’altro non
    crea variazioni su un altro ancora: quello che si evidenzia è che si crea quella specifica variazione
    nel campo coscienziale nel tutto è atomicamente e coscienzialmente legato.
    La Sigmasofia ha scoperto come applicare il riconoscimento che non ci sono interazioni ma
    esiste la creazione dell’atto che si sta vivendo, riconoscendolo indipendentemente dall’Io e dal tu.
    L’istintivo-emozionale non è una risposta fisiologica, ma un campo che opera all’interno
    dell’organismo: non ha nulla a che vedere con l’evoluzione, altra proiezione grossolana, agita da
    molti, per rigorosa mancanza di vissuti diretti realmente raggiunti. Tale campo è esattamente la
    quantità di campo coscienziale olistico autopoietico, di bios necessario a tenere acceso in vita un
    corpo, un organismo. Immaginate una bottiglia senza tappo, immersa dal collo nell’oceano.
    L’oceano rappresenta il campo elettrodebole, nucleare, gravitazionale, morfo-genetico,
    coscienziale in atto nell’intero universi (campo M.A.C. morfo-atomico-coscienziale); la quantità
    d’acqua, all’interno della bottiglia, dell’organismo, è il campo istintivo–emozionale ed è
    esattamente ciò che consente a quell’organismo di agire, di vivere, di produrre azioni, anche di
    reagire. In Sigmasofia, denominiamo tale campo
    archetipo acquisito campo istintivo-emozionale e aggredior:
    uno degli ingredienti fondamentali della manifestazione acquisita localistica (impregnata della
    propria storia di vita) nell’organismo del campo coscienziale olistico-autopoietico. L’Io psichè, la
    componete acquisita ha come ingrediente fondamentale il campo istintivo emozionale.
    La coscienza rappresenta la dotazione fondamentale bios-ontos-sophos-logica, di cui
    l’ambiente, la manifestazione naturale sensibile è la densificazione (mi riservo di trattare tale
    argomento). Gli animali sono espressione e veicolo dello stesso campo e sviluppano stati di
    coscienza istintivo emozionale di pensiero, di ragione, in base al genoma coscienziale, alla
    funzionalità innata, da cui si evidenziano. Non si tratta assolutamente di un’interazione tra
    organismo e cosiddetto mondo oggettuale, essendo parti integranti ed evidenti dello stesso
    processo. Pur veicolando tutti i vettori informazionali che creeranno l’Io acquisito, per fargli
    maturare e creare i processi necessari a divenire autoconsapevole di sé e della natura
    complessiva, (archetipo acquisito funzione Ypsi), tale coscienza olistica autopoietica sembra, per
    così dire di partenza, non essere auto-consapevole, ma il processo va letto in maniera olistica
    complessiva e questo ci costringe a riconoscere la funzione Ypsi come parte integrante della sua
    stessa scaturigine innata: l’Universi-parte, noi stessi, quale creatore di autoconsapevolezza.
    Se sono riuscito a trasmettere quanto faticosamente raggiunto, si evincerà che un elemento
    fondamentale è il principio attivo di non separabilità e auto-organizzazione, continuamente attivi,
    per cui non c’è una posizione del proprio corpo rispetto ad un altro, se non per la convenzione
    sensorio-percettiva. Posso dire che il calcagno è in una posizione diversa rispetto alla testa, ma
    sono entrambi parte del corpo in cui sono inseriti, se li partecipo dal corpo vivo-unità funzionale, la
    stessa cosa con le parti-Universi. A quel livello di funzionalità, non c’è relazione che l’Io stabilisca
    tra parti, ma autopoiesi, autocreazione! Le variazioni-contrasto, le dualità l’enantiodromia che
    generiamo, e funzionale a creare differenze di potenziali, per generare autoconsapevolezza. Un
    esempio: per automatismo autopoietico, un bambino vive nel corpo della madre a circa trentasei
    gradi di temperatura. Appena partorito, vive un’escursione di temperatura a circa ventidue gradi
    che, in seguito, per pedagogia ricevuta, sarà consapevolizzata e denominata come temperatura,
    calda e fredda, e così via. Quindi, al vissuto seguirà la nascita del linguaggio, abbinato a tali
    variazioni, ma il funzionamento di partenza era coerente, inscindibile in un’unica funzione d’onda.
    La variazione serve a creare nell’Io acquisito consapevolezza, ragione, la stessa che applicheremo
    alla scaturigine, di cui è la variazione ed evidenza. In senso olistico, il processo è così per tutte le
    parti-Universi che non sono mai errori, ma processi esistenti da consapevolizzare e da cui
    estrapolare insegnamenti, la funzione ypsi, da potenziare così tanto per permetterle di partecipare
    fusionalmente l’intera scaturigine:
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    la danza autopoietica dell’Universi parte che partecipa e riconosce se stesso.
    L’autonomia, l’identità dell’Io psichè hanno una natura olistico-autopoietica non locale, la
    stessa che modula la genetica da cui si integreranno altre caratteristiche: un sigma (sommatoria e
    proprietà emergente), riconosciuto in Sigmasofia. Se io interrompo sinapsi, blocco la funzionalità di
    quella specializzazione, ma non il funzionamento della coscienza olistico-autopoietica, di cui
    sinapsi e interruzione sono, in ultima partecipazione, espressione. Si modificano caratteristiche
    sensoriali dell’identità, specificazioni anche somatiche, il che non intacca minimamente
    l’autoconsapevolezza complessiva dell’Universi-parte, noi stessi.
    Tutte le sinapsi, la neocorteccia costruita è simmetrica alle scoperte realizzate dall’Io
    psichè, densificate per essere specializzate, integrate, tant’è che è cresciuta la neocorteccia,
    appunto perché l’identificazione è avvenuta nel sensorio percettivo. Adesso che, con la
    Sigmasofia, stiamo coscientizzando le scaturigini non locali, vediamo, in embrione, la nascita di
    nuove sinapsi (nascita di un nuovo organo) che coinvolgeranno anche la parte limbica e rettilica e
    le sue diramazioni lungo la colonna (e altro ancora). Stiamo iniziando a modellare l’essere umano
    e la società olistico autopoietica che presenterà evidenze innovative. Senza la coscienza olistico
    autopoietica, tutto quanto descritto non sarebbe potuto edificarsi né manifestarsi. Per questo, in
    Sigmasofia, è di fondamentale importanza, potenziare la manifestazione acquisita, di prenderne
    coscienza, per essere in grado di esplorare consapevolmente regioni non locali autopoietiche, in
    cui opera. Non lo definirei mondo spirituale, mi sembra anacronistico e al di fuori dell’esperienza
    che si vive, ma campo coscienziale olistico-autopoietico, transfinito. Ad esempio, si vivrà che gli
    istinti, le emozioni, il campo istintivo-emozionale non è di natura soltanto localistica, elemento
    fondamentale per specializzarsi, ma anche e soprattutto non locale ossia evidenza di quella che ho
    denominato metafisica autopoietica.
    Si tratta di modificazioni, di variazioni del corpo che sono evidenza di tali funzionalità. I
    valori misurabili, le temperature, le frequenze, le pressioni sono semplicemente la punta
    dell’iceberg, di cui si occupa la scienza che utilizza i protocolli incompleti (ma utilissimi) che
    conosciamo. Allo stesso modo, tutte le esegesi di tali modificazioni del corpo, la misura e la
    ripetibilità scientifiche sono propedeutiche, sono la parte superficiale del processo, nel senso di
    manifestazione sensibile. Per questo, affermo che, ad oggi, la scienza superficializza, seppure
    riconosco che, da qualche parte, si sta modificando tale orientamento.
    Il Tutto è atomicamente e coscienzialmente legato (che non riescono proprio a vedere,
    condizionati come sono dall’identificazione nel solo sensorio percettivo) consiste nel riconoscere
    che tutti questi processi avvengono, simultaneamente (continuo presente o tempo olistico-
    autopoietico) nell’Universi-parte che siamo, come essenza, ma puntualmente vengono collassati
    allo spazio-tempo passato, direzione futuro, dando la definizione di successione o di evoluzione,
    una delle più grandi variazioni contrasto in atto, la stessa che, quando scoperta, ci farà maturare
    una funzione Ypsi così ampia, che ci consentirà di prendere coscienza delle estensioni della rete
    complessa non locale e locale che è l’Universi-parte, noi stessi, ad oggi nemmeno pensabili. In
    questo senso, sto trattando di un essere, di una rete complessa, l’Universi-parte transfinitamente in
    vita-autopoiesi: si tratta di un riconoscimento vissuto che porrà in remissione visioni incomplete
    (variazioni-contrasto) come la sopravvivenza o la morte. Se la parte-Universi va in remissione,
    l’Universi prosegue la sua azione, transfinitamente in vita. Però, se si rimane identificati nella parte,
    si genera la proiezione di una dicotomia tra vita-autopoiesi e morte, senza rendersi minimamente
    conto che lo stato coscienziale punto morte è l’atto di vita, continuamente prodotto, dall’Universi-
    parte transsfinito in azione, noi stessi.
    La Sigmasofia integra (tenta) le scoperte delle neuroscienze, della fisica quantistica e
    similia. Quindi, considerando il corpo umano, in particolare il cervello, una rete complessa olistico-
    autopoietica che, anche se danneggiata, il fatto che la parte-Universi lo viva e lo senta, non va a
    incidere sul funzionamento complessivo dell’Universi-parte che siamo. Quella fluttuazione olistico
    autopoietica rientrerà in remissione, verrà riassorbita, reintegrata nell’Universi, da cui si evidenza il
    campo coscienziale olistico-autopoietico, non consapevole di parti di se stesso. Non c’è e non c’è
    mai stata la coscienza e l’inconscio, ma un processo coscienziale che sta consapevolizzando parte
    di sé, anche non locali transfinite, di cui non ha contezza. La consapevolezza non è dell’inconscio,
    in quanto appunto perché tale non è conscio: l’essere umano procede di atto conscio in atto
    conscio, altrimenti non saprebbe nulla: Non esistono più inconsci da collegare uno con l’altro, ma
    un unico campo coscienziale olistico autopoietico che produce Io acquisiti, esattamente come un
    5

    oceano produce onde: gli Io acquisito di ognuno che vivono esperienze e producono funzione
    Ypsi. Se tutti si formano a questo, possono prendere coscienza della parti di sé, di cui non sono
    consci, transfinitamente. Tutto è in stato di entanglement coscienziale autopoietico: è una
    funzionalità simultanea. Il regista generatore è sempre la coscienza e la prova ci viene, ad
    esempio, dal fatto che abbiamo prodotto migliaia e migliaia di sogni lucidi, su cui abbiamo portato
    la ragione, la consapevolezza, modulando a piacimento la fase rem. Allo stesso modo, siamo
    tecnicamente in grado di produrre sogni, fasi rem, durante lo stato di veglia e sovrapporli alla
    normale funzionalità sensorio-percettiva, processo che trova applicazioni nell’archeologia
    coscienziale autopoietica, interiore ed esterna. Non ci sono scambi di informazioni, ma creazioni di
    informazioni di cui Io, preparati a questo, possono prendere coscienza simultaneamente e non si
    tratta di telepatia, di pre-cognizione, di retro-cognizione (…) ma di creazione e presa di
    consapevolezza di stati di coscienza, simultaneamente.
    Ma queste possibilità non sono nemmeno l’inizio di quello che potenzialmente il vissuto, e
    non la dialettificazione della coscienza olistico autopoietica, può dare.

  6. Segnalo che dal 10 Gennaio 2011, faccio parte, anch’io, della RETE QUANTUMBIONET (http://www.quantumbionet.org/eng/index.php?pagina=244), in cui porto il mio contributo, con la mia visione della RETE DEGLI INCONSCI, in un confronto con le molteplici teorie innovative del network.

    Riccardo Calantropio

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  11. Rete inconsci ha detto:

    Segnalo un interessante articolo di LE SCIENZE su una nuova forma di comunicazione neuronale, che potrebbe essere una delle candidate alla comunicazione tra inconsci, oltre a quelle precedentemente note: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Una_nuova_forma_di_comunicazione_neuronale/1346581

    Riccardo Calantropio

  12. Korim ha detto:

    Salve, ho notato che ormai si dicono mille cose sulla scienza, nuova scienza, spiritualità, su dio che esiste e non esiste… ogni teoria è scritta in maniera abbastanza complessa pur di arrivare ad una conclusione chiara che alla fine pero’ non c’è. Non si ha mai una risposta. Infatti io penso questo, per
    evitare di confondere ancora di più la gente, di la tua teoria solo quando sai di poterla spiegare e far capire a tua nonna.
    Il punto primo del fatto che ci siano molte teorie è proprio l’ignoranza. E questo è giusto, significa che la gente si sforza di capire.
    L’essere umano sa ben poco su tutto, ancora non riesce a svelare come o chi abbia fatto le piramidi ad esempio, no? E quante cose irrisolte ci sono ancora? Quindi come può credere di sapere qualcosa su Dio?
    Non conosco più del 3% del nostro DNA, questo perchè non lo usano proprio, come il nostro cervello… è possibile che un essere umano che usa, volendogli bene, il 10% del suo cervello, possa trovare una soluzione scientifica sull’esistenza di Dio? In realtà si, potrebbe farlo solo se ha una mente illimitata, una coscienza libera di esprimersi e non soffocata dal proprio ego alterato.
    Voi ancora magari non ci crederete, ma quello che gli scienziati stanno cercando di capire e che molti non vogliono accettare è che IL PENSIERO CREA LA MATERIA.
    Fate una prova sulla vostra vita… riflettete a questa domanda. Vi è successo nella vita quello che avete pensato? o quello che non avete pensato?
    La fisica quantistica ormai ha svelato “se volete” tutto quello che serve per farvi capire che nessuno meglio di voi puo’ sapere qualsiasi verità voglia sapere. basta uscire dal modo di pensare 3D, quello materiale, in pratica, quello LIMITATO.
    Prima di tutto capite VOI STESSI e tutte queste domande non ve le farete più, o meglio, Conoscete voi stessi,
    Il vostro dna ha tutte le risposte- capite come poter riattivare tutti i vostri 12 strati del dna, che in questo momento ne abbiamo attivi solo 2.
    Informatevi sui processi bio-chimici che avvengono nel vostro cervello ogni qualvolta pensiate a diverse cose, capite le emozioni, le reazioni, le gelosie, le invidie e via dicendo….
    sembrerà assurdo, ma questo è il primo passo da fare, ogni essere umano dovrebbe essere curioso prima di questo, dopo di tutto il resto…

    Vi consiglio alcune cose, dopo di chè ogniuno è libero di scegliere se approfondire questa conoscenza o no.

    Cercate su internet le informazioni sul DNA spiegate da ” KRYON”
    Informatevi sull’acqua, e quali bei misteri nasconde, cercatevi i video di MASARU EMOTO.
    Informatevi sui processi chimici che avvengono nel vostro cervello, cercate video di JOE DISPENZA
    iniziate con questo.
    Mischiate la quantistica con la spiritualità, la scienza. mischiate tutto.
    per poter capire questo dovete uscire dal dualismo.
    Tutto è una cosa sola come voi siete TUTTO
    ed UNO… e per gli amanti della tecnologia, non c’è niente di piu’ tecnologico come l’essere umano.
    Spero di esservi utile in un modo o in un altro.
    Korim

  13. Rete inconsci ha detto:

    Il progresso scientifico ormai procede a ritmi così veloci, che non tutti sono in grado di stargli dietro. In questi miei BLOG ci sono gli ultimi aggiornamenti della RETE DEGLI INCONSCI:
    http://www.inconsci.wordpress.com
    e
    http://www.inconsci2.wordpress.com
    A proposito di persone che nemmeno hanno il coraggio di firmarsi con il loro vero nome e cognome, su facebook ne ho conoscite a migliaia, ed alcune anche che si credono canalizzatori vari 🙂

  14. angela ha detto:

    per comprendere ciò che siamo dobbiamo osservare cosa son capaci di fare due cellule(difettate ..carenti di una fila di dna) quando si compenetrano e si fondono. Esplode l’energia creativa..instabile e terribilmente metamorfica..capace di esplosioni mitotiche finché un input improvviso decide di compattare il tutto dentro un tessuto. Noi siamo pluricellulari ma in una visione semplicistica siamo come un unica cellula..il sistema nervoso..è il nucleo..l’intera struttura è il citoplasma con tutti i suoi componenti..e la pelle è la membrana..Quindi se dal nucleo io faccio partire input energetici positivi nel citoplasma mi ritroverò proteine che creeranno equilibrio elettrobiochimico adeguato al proseguo nel tempo, con capacità adattative all’ambiente extracellulare. ma non tutto vien gestito dal nucleo in quanto le forze extracellulare premono affinchè attraversano la membrana, di conseguenza però molto dipende da fattori esterni a noi, noi selezioniamo ciò che ci da piacere da ciò che ci crea dolore..e questa selezione si chiamano scelte…

  15. Pingback: Onde elettromagnetiche del DNA | Network of Unconscius (Rete degli Inconsci)

  16. Pingback: Blog e siti supplementari. | Network of Unconscius (Rete degli Inconsci)

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