Demenza-pesticidi: un binomio… perdente

Su ScienceDaily, il 1 Dicembre è stato pubblicato un articolo tratto da Occupational and Environmental Medicine (I. Baldi, A. Gruber, V. Rondeau, P. Lebailly, P. Brochard, C. Fabrigoule, “Neurobehavioral effects of long-term exposure to pesticides: results from the 4-year follow-up of the PHYTONER Study”, 2010).
A quanto pare l’esposizione prolungata ai pesticidi può essere correlata allo sviluppo di forme di demenza. Lo attesta questo follow up, nato con l’obiettivo di monitorare l’impatto dei pesticidi sulle capacità cognitive delle persone tra i 40 e i 50 anni che hanno lavorato per almeno 20 anni nel settore agricolo.
Gli autori hanno tratto le loro conclusioni su ben 614 lavoratori di vigneti del sud ovest della Francia, le cui capacità intellettive sono state monitorate per sei anni. I livelli di esposizione ai pesticidi sono stati basati sui calendari di lavoro e classificati come ‘direttamente esposto’ (miscelazione o applicazione di antiparassitari, pulizia o riparazione degli spray), ‘certamente esposti indirettamente’ (attraverso il contatto con piante trattate), ‘forse indirettamente esposti’ (lavoro in edifici, uffici, cantine), e ‘non esposti’ se non appartenenti a nessuna delle categorie precedenti.
Gli operai arruolati nello studio tra il 1997 e il 1998 furono poco meno di 1000, 614 dei quali sono stati controllati tra il 2001 e il 2003. In entrambe le occasioni hanno compilato un questionario e nove test  neurocomportamentali volti a misurare la memoria e il ricordo, le competenze linguistiche e le abilità verbali, la velocità dei tempi di reazione.
Ecco i fatti: i lavoratori che erano stati esposti ai pesticidi hanno ottenuto i peggiori risultati, mostrando una probabilità 5 volte maggiore di registrare un peggioramento nelle prestazione ad un test appositamente utilizzato per determinare uno stato di demenza.
D’altronde il danno correlato all’esposizione a pesticidi era già stato studiato in precedenza. Un rapporto di Archives of Neurology aveva segnalato che le persone la cui occupazione prevede il contatto con i pesticidi sembrano avere un rischio maggiore di contrarre il morbo di Parkinson (1) e che le mutazioni genetiche insieme all’esposizione sul posto di lavoro di alcuni insetticidi sembrano essere associati ad un aumentato rischio di malattia di Parkinson tra gli uomini (2).
(1) Caroline M. Tanner; G. Webster Ross; Sarah A. Jewell; Robert A. Hauser; Joseph Jankovic; Stewart A. Factor; Susan Bressman; Amanda Deligtisch; Connie Marras; Kelly E. Lyons; Grace S. Bhudhikanok; Diana F. Roucoux; Cheryl Meng; Robert D. Abbott; J. William Langston. Occupation and Risk of Parkinsonism: A Multicenter Case-Control Study. Arch Neurol , 2009; 66 (9): 1106-1113.
(2) Fabien Dutheil; Philippe Beaune; Christophe Tzourio; Marie-Anne Loriot; Alexis Elbaz. Interaction Between ABCB1 and Professional Exposure to Organochlorine Insecticides in Parkinson Disease. Arch Neurol , 2010; 67 (6).
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