Ansia? Stress da esame? Una soluzione pratica su Science

Ansia da esame? Stress da colloquio? Incubi da prestazione? La celebre rivista Science ha pubblicato in questi giorni – e precisamente il 14 Gennaio 2011 –  una soluzione per mitigare l’ansia nata da uno studio recentemente svolto dall’Università di Chicago e sostenuto dalla National Science Foundation (Gerardo Ramirez, Sian L. Beilock. Writing About Testing Worries Boosts Exam Performance in the Classroom. Science, 2011; 331 (6014): 211-213 DOI: 10.1126/science.1199427).
Ecco come hanno fatto a trovare il metodo (o forse, potremmo meglio dire, a rintracciarne il metodo, visto che per chi lo ha già sperimentato le conseguenze di questo studio potrebbero risultare evidenti) su alcuni studenti che dovevano sostenere dei test molto stressanti. In pratica, il sunto dell’esperimento è che agli studenti cui è stata offerta – diei minuti prima dell’esame – la possibilità di  scrivere liberamente qualcosa in merito alla sensazione di timore che stavano provando, hanno successivamente migliorato le loro performance.
L’esercizio di scrittura degli studenti, infatti, sembra aver permesso loro di scaricare l’ansia prima di affrontare il test e, di conseguenza, di liberare la loro mente dall’eccesso di preoccupazione. In questo modo, hanno potuto completare i loro test con successo. In altre ricerche il professor Beilock (un professore associato di psicologia presso l’Università) ha dimostrato che le situazioni fortemente stressanti possono esaurire una parte della potenza di elaborazione del cervello, quella parte del cervello conosciuta come memoria di lavoro, che è fondamentale per molte attività quotidiane. La memoria di lavoro è situata nella corteccia prefrontale, ed è una sorta di notes cognitivo che permette alle persone di lavorare con le informazioni rilevanti per il compito da svolgere. Quando le preoccupazioni si fanno avanti, la memoria di lavoro normalmente utilizzata per raggiungere i propri obiettivi si sovraccarica e noi perdiamo la possibilità, in un certo senso, di farcela.
Nonostante il fatto che le persone siano spesso motivate a fare del loro meglio, le situazioni di stress per le prove importanti, presentazioni o incontri, può indurre la gente ad agire al di sotto delle proprie possibilità.
Scrivere allora, sembra essere un ottimo metodo per mettere ordine nella nostra mente e riuscire a vivere in modo meno caotico i nostri pensieri e le nostre emozioni. Altre ricerche infatti hanno mostrato che la scrittura espressiva, in cui le persone quindi si raccontano scrivendo una esperienza traumatica o emotiva per diverse settimane o mesi, sia una tecnica efficace per diminuire le preoccupazioni negli individui depressi.
Nella ricerca attuale, gli studiosi hanno voluto capire se effettivamente gli studenti potevano  beneficiare di questo metodo in classe e se in particolar modo potesse funzionare per una  prova di matematica, predicendo inoltre che un solo round di scrittura immediatamente prima ell’evento stressante, sarebbe stato sufficiente a frenare l’ansia e ad incrementare i punteggi dei test degli studenti.
Per l’esperimento sono stati reclutati 20 studenti di un college per due prove di matematica. Nella prima prova è stato detto loro, semplicemente, di fare del loro meglio. Prima della seconda prova invece, i ricercatori hanno creato una situazione progettata per produrre stress, dicendo agli studenti che se avessero risposto correttamente al test avrebbero ricevuto denaro e che, inoltre, il loro lavoro sarebbe stato filmato e visionato da insegnanti di matematica.
Alla metà di questi studenti furono dati 10 minuti per scrivere espressamente i loro sentimenti riguardo alla prova imminente (gruppo di scrittura espressiva), mentre all’altra metà è stato detto di sedersi tranquillamente (gruppo di controllo).
“Il gruppo di scrittura espressiva ha avuto risultati significativamente superiori rispetto al gruppo di controllo,” scrivono gli autori. Il gruppo che rimase semplicemente seduto a rilassarsi mostrò un calo di precisione del 12% rispetto alla prima prova, mentre gli studenti che hanno espresso i loro pensieri prima della prova hanno mostrato un significativo miglioramento del 5% sulla loro precisione matematica.
In un altro esperimento i ricercatori hanno dimostrato che non sia solo l’atto di scrivere in sè ad essere utile, ma che lo sia l’espressione di pensieri e sentimenti specifici a quel tipo di situazione.
Gli studiosi hanno condotto due esperimenti che coinvolsero degli studenti che dovevano sostenere l’esame finale della loro carriera di scuola superiore. Hanno testato la loro ansia sei settimane prima dell’esame finale, chiedendo loro di valutare item come “Durante le prove, mi accorgo di pensare alle conseguenze di un fallimento.”
Prima della prova finale, gli studenti hanno ricevuto delle buste con indicazioni o per scrivere i loro sentimenti rispetto al test, oppure solo per pensare ai temi che non avrebbero mai voluto trovare alle prove. Quando i ricercatori hanno esaminato i punteggi finali degli studenti, hanno scoperto che quelli che non avevano scritto nulla avevano avuto un tasso di ansia per la prova più elevato degli altri e ottenuto un punteggio peggiore all’esame finale – a prescindere dai voti presi durante l’anno scolastico.
Naturalmente il morale della favola è questo: anche se un insegnante, o il nostro principale, o il nostro vicino di casa non ci forniscono direttamente la possibilità di scrivere le nostre preoccupazioni prima di un esame (reale o percepito), trovare noi stessi del tempo per farlo dovrebbe migliorare le nostre prestazioni (anche questa volta, reali o percepite che siano).
Maggiori dettagli (in inglese) su:
http://www.brainmysteries.com/research/Writing_about_worries_eases_anxiety_and_improves_test_performance.asp
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