Alexander Neill: educazione e conoscenza di sè

” E’ una questione di fiducia nei bambini. Alcuni ce l’hanno; la maggior parte non ce l’ha. Il bambino se ne accorge, se questa fiducia manca. Sa che il vostro amore non è profondo, altrimenti avreste più fiducia in lui.
Se sapete approvare i bambini potete parlare con loro di qualsiasi cosa, perchè l’approvazione toglie di mezzo le inibizioni. A questo punto nasce il problema: è possibile approvare i bambini se non si approva se stessi? Se non siete consapevoli di voi stessi non potete essere soddisfatti di voi stessi. In altre parole, quanto più siete consapevoli di voi stessi e dei motivi per cui agite, tanto più facilmente potete essere in pace con voi stessi.
Manifesto quindi la sincera speranza che una migliore conoscenza di sè e della natura dei bambini aiuterà i genitori a tenere questi ultimi lontani dalle nevrosi.”
Alexander Neill

Alexander Neill

“Sono i genitori insoddisfatti di se stessi che credono nella disciplina rigida. Un uomo gioviale, che brilla in società grazie alla sua collezione di storielle oscene, rimprovererà duramente il figlio perchè parla di escrementi. La madre bugiarda picchierà il figlio perchè dice le bugie. Ho visto un uomo, la pipa in bocca, frustare suo figlio perchè fumava. Un altro l’ho sentito dire al figlio di dodici anni: “Ti insegnerò io a dire parolacce, piccolo bastardo!”. Quando gli feci notare l’incongruenza, si scusò con l’ovvio argomento: “Quando le dico io, è diverso. Lui è solo un bambino”.

In famiglia, una disciplina rigida è sempre la proiezione dell’odio verso se stessi. L’adulto ha tentato di raggiungere nella sua vita la perfezione, ha fallito miseramente, e ora cerca di raggiungerla attraverso i figli. Tutto perchè non è capace di affetto. Tutto perchè teme il piacere come il demonio.
Questi, naturalmente, sono i motivi per cui l’uomo ha inventato il Diavolo, l’amico a cui van tutte bene, che ama la vita, la gioia, il sesso. L’obiettivo della perfezione è la vittoria sul Diavolo e da questa ambizione derivano l’irrazionalismo, il misticismo, la religione e l’ascetismo. Da ciò deriva allo stesso modo la mortificazione della carne, sotto forma di autoflagellazione, astinenza sessuale, impotenza.”
Tratto da Alexander S. Neill, “I ragazzi felici di Summerhill – l’esperienza della scuola non repressiva più famosa del mondo“, Red Edizioni, Novara, 1994, 2004, Pg. 134, 135, 148.
Immagine: from http://confusaratio.wordpress.com
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6 risposte a Alexander Neill: educazione e conoscenza di sè

  1. lordbad ha detto:

    Sempre un bel blog e anche un bel post…

    Si dovrebbe ripartire dalla fiducia tra le persone!

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nsotro blog: http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/02/03/buio-o-luce/

  2. evagrina ha detto:

    L’ho scoperto un pò di anni fa ero sbalordita e nelo stesso tempo sono contenta che esista una scuola di questo calibro, ho imparato un sacco di cose e ho preso spunti per altri ancora, grazie che è esistito un uomo cosi grande

  3. Pingback: Insegnanti, stiamo uccidendo la creatività? – di Silvia Salese | Spaziomente blog

  4. Liana Soligo ha detto:

    Ho letto Summerhill all’inizio degli anni settanta. Gli ho scritto per esprimergli il mio entusiasmo. Quando sostenevo quelle idee mi sentivo dire che ero giovane che, crescendo, “avrei capito”!
    Il fatto che quelle idee fossero sostenute da una persona “non più giovane” mi diede entusiasmo, speranza.
    Mi rispose: “… non permettere mai che le persone che non amano la vita ti facciano credere che hai torto …”.

    Ho insegnato trent’anni. In alcuni periodi, nel mio isolamento, in una struttura scolastica “infelice” ho, delle volte, traballato.

    Adesso ho scritto un piccolo saggio sulla scuola che inizia ricordando Alexander Neill.
    A guardare bene è un saggio INUTILE perchè Neill ha già detto tutto e quello che serve su come deve essere la scuola, su cosa deve fare la scuola, che è, poi, lasciar fare alla vita, all’amore.

    Quindi il mio piccolo saggio inutile, che nessuno mai pubblicherà, rimane una testimonianza: alla fine, “le persone che non amano la vita” non sono riuscite a convincermi che “avevo torto”.

    Liana Soligo

    • spaziomente ha detto:

      Cara Liliana, innanzi tutto grazie per il tuo commento. Il tuo saggio sarebbe utilissimo invece, specie per chi spesso “traballa” e non sa se fidarsi di ciò che sente o se invece affidarsi ai metodi tradizionali. Se decidessi di metterlo a disposizione in free download, considera il nostro blog e il nostro sito ufficiale a disposizione. Siamo certi che molti lo leggerebbero traendone vantaggi e significati. Un caro saluto, Silvia e Luca

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