100 anni di psicoterapia e il mondo peggiora, di James Hillman

“GIORNALISTA: Un terapeuta mi disse che la pena che provavo nel vedere un barbone della mia età, in realtà era un sentimento di dolore per me stesso.
HILLMAN: E occuparsene significa andare a casa e rifletterci sopra. Ecco cosa ha finito per significare occuparsene. E a quel punto sei già passato oltre quel barbone, lungo quella strada.
GIORNALISTA: In parte è anche un modo per tagliare fuori quello che lei chiamerebbe Eros, quella parte del mio cuore che cerca di entrare in contatto con gli altri. In teoria questo è qualcosa che la terapia cerca di liberare, ma poi c’è lungo la strada una persona per la quale provo un sentimento, e si vorrebbe che io mi occupassi di questo sentimento come se esso non avesse nulla a che fare con quella persona.
HILLMAN: Non sarà forse che quella cosa in cui crediamo tutti così fermamente – che la psicologia sia l’unica cosa buona rimasta in un mondo ipocrita – non sia poi tanto vera? Non potrebbe essere che la psicologia, il lavorare su di sé, faccia parte della malattia e non della cura? Penso che la terapia abbia fatto un errore filosofico con il credere che la cognizione precede la volizione, che il conoscere precede il fare, l’azione. Io non credo che sia così. Credo che la riflessione debba venire sempre dopo l’evento.”
“E nel suo modo folle, la terapia, enfatizzando l’anima interiore ed ignorando l’anima che è fuori, sostiene il declino del mondo reale. Eppure, la terapia continua ciecamente a credere di curare il mondo esterno rendendo migliore la gente. Per anni, si è pensato che se tutti andassero in analisi avremmo edifici migliori, gente migliore, migliore consapevolezza. Ma le cose non stanno così.”
“Oggi in psicoterapia va di moda il bambino interiore. In questo consiste la terapia – si torna indietro fino all’infanzia. Ma se si guarda indietro, non si guarda intorno.”
“La gente si è fatta la convinzione che la crescita interiore si traduca in potere mondano, e molti non si rendono conto di andare in terapia con questa convinzione.”
Tratto da James Hillman e Michael Ventura, Cento anni di psicoterapia e le cose vanno sempre peggio, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1998.
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