L’uguaglianza di Rifkin: senso di sè=empatia=civilizzazione

Ecco uno dei pensieri cruciali di Jeremy Rifkin, economista, presidente della Foundation of Economic Trends di Washington.
“Il risveglio del senso di sè, innescato dal processo di differenziazione, è cruciale per lo sviluppo e l’estensione dell’empatia. Più è sviluppato e individualizzato il sè, più è grande la nostra percezione dell’unicità e caducità dell’esistenza, della nostra solitudine esistenziale e dell’infinità di sfide che dobbiamo affrontare per esistere e prosperare. Sono questi nostri sentimenti che ci permettono di provare empatia per sentimenti simili negli altri. Un sentimento empatico più solido permette anche ad una popolazione sempre più individualizzata di creare legami di affiliazione anche nell’ambito di organismi sociali sempre più interdipendenti, estesi e integrati. E’ questo il processo che caratterizza ciò che chiamiamo “civiltà“: il superamento dei legami di sangue tribali e la risocializzazione di individui distinti sulla base di legami associativi. L’estensione empatica è il meccanismo psicologico che rende possibili la conversione e la transazione. Quando diciamo “civilizzare“, in realtà è come se dicessimo “empatizzare“.”
Tratto da Jeremy Rifkin, La civiltà dell’empatia – La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi, Mondadori, Milano, 2010, pg. 25.
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