La coscienza collettiva modificata dallo Tsunami?

Cari amici, diverso tempo fa ci siamo occupati degli esperimenti dell’Università di Princeton sull’interazione tra mente e materia (su questo blog con il post La mente modifica la materia e su spaziomente.com con l’articolo Poteri dell’ingegneria e della mente: il progetto PEAR).
Come già accennato altrove dunque, sempre a Priceton – ma non più all’Università – da anni Roger Nelson dirige il Global Consciousness Project, un progetto su scala internazionale che registra dati provenienti da generatori di eventi casuali in 65 Paesi del mondo. Per spiegarla in soldoni, possiamo immaginare questi dispositivi come generatori di sequenze binarie (200 bit ogni secondo) come se fossero lanci di moneta – o testa o croce – i cui risultati nel complesso si raggruppano uniformemente nel tempo – 50% delle possibilità per testa e 50% per croce.
Tuttavia, analogamente a quanto avveniva su base individuale – o di piccoli gruppi – negli esperimenti del PEAR (in cui però si misurava l’effetto dell’intenzione sulla “materia”), anche su scala collettiva sembra che qualcosa di particolare possa essere osservato: in concomitanza ad eventi “choc” o di portata mondiale, che coinvolgono quindi un cospicuo numero di persone sulla Terra, i generatori di eventi casuali – o REG – non producono più risposte che si raggruppano attorno ai dati medi statistici, ma in qualche modo se ne discostano in maniera significativa.
Pensiamo, ad esempio, alla morte di Lady Diana o ai fatti dell’11 Settembre: in entrambi i casi i dati pervenuti a Nelson da tutto il mondo hanno mostrato un andamento anomalo dei risultati provenienti dai generatori. Naturalmente, gli eventi misurati sono stati molteplici.
Il GCP è anche chiamato progetto EGG – acronimo che sta per ElettroGaiaGramma. La finalità è dunque quella di misurare l’attività invisibile di Gaia, il nostro pianeta, composta dunque dall’unione delle singole coscienze. Quando tutti pensiamo o siamo toccati dalla stessa cosa, secondo il prof. Nelson, qualcosa nel mondo accade, e questo qualcosa può essere visibile dai grafici dell’attività di una sorta di coscienza collettiva.
Il fatto, a dire la verità, potrebbe stupire solo i più resistenti ad una visione olistica della vita. Ma per accontentare tutti, il prof. Nelson cerca di approfondire la questione secondo i più rigorosi canoni scientifici, pur mantenendo egli stesso una certa prudenza nell’esposizione dei risultati: come afferma in più di un articolo, i dati in oggetto si discostano spesso solo leggermente dalla media, fatto che potrebbe rendere difficile identificare un reale effetto come significativo. Le variazioni, sovente, potrebbero essere dovute al caso, e solo un’analisi a largo raggio e su lungo tempo potrà gettare maggiore luce sul fenomeno.
Tra gli ultimi eventi su scala mondiale osservati dal gruppo di Nelson c’è la dimissione di Mubarak, la Festa della Donna, gli eventi Do As One Global Breathing e la tragedia che ha scosso il Giappone: il terremoto e lo Tsunami di questi giorni.
In questo ultimo caso l’EGG mondiale dalla scossa maggiore fino alle successive 24 ore è stata la seguente – la linea rossa – considerando la linea blu come l’aspettativa statistica degli eventi generati.

Da notare però l’EGG verde 1101, proveniente dal singolo REG giapponese: il discostamento dalla media, in questo caso, è ancora più evidente. Cosa signfica tutto questo? In effetti non si sa. L’ipotesi è che non siamo affatto separati – o meglio, non come crediamo di essere. Lo studio sembra suggerire delle domande, più che delle risposte, come ad esempio: “e se fosse vero?” oppure “e se si manifestassero globalmente delle specifiche intenzioni?”.
Se non fosse tutta fantascienza, il Giappone forse non ci apparirebbe così lontano. E forse i fatti accaduti inizierebbero a riguardare tutti in prima persona, in un modo o nell’altro.
Per ulteriori informazioni sul GCP vi invitiamo a visitare il sito ufficiale: http://noosphere.princeton.edu.
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