La psicocibernetica e la stima di sè secondo Maltz

“In larga misura, è semplicemente per abitudine che abbiamo una reazione di scontentezza, insoddisfazione, risentimento e irritazione in seguito a piccole contrarietà, a delusioni o ad altri avvenimenti analoghi. Noi abbiamo reagito in questo modo così a lungo, che è diventata un’abitudine per noi. In linea di massima, questa nostra reazione di infelicità ha origine dal fatto che abbiamo interpretato un qualsiasi avvenimento come una scossa alla stima che abbiamo di noi stessi. Un automobilista ci suona il clacson senza necessità, qualcuno ci interrompe e non fa attenzione mentre parliamo, qualcun altro non agisce verso di noi come noi pensiamo dovrebbe agire; a tutto questo e anche ad eventi che non ci toccano personalmente reagiamo come se fossero affronti alla stima che nutriamo per noi stessi, perchè li interpretiamo come tali. L’autobus che dovevamo prendere arriva in ritardo, quando vogliamo giocare a golf piove, se dobbiamo prendere l’aereo ci troviamo in un ingorgo di traffico: a tutto ciò abbiamo una reazione di rabbia, di risentimento, di autocompassione; in una parola, di infelicità.”
Maxwell Maltz, Psicocibernetica, Astrolabio, Roma, 1965, pg. 95.
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Una risposta a La psicocibernetica e la stima di sè secondo Maltz

  1. Max ha detto:

    è un libro vecchio ma rimane sempre un classico della psicologia e del self help, qui c’è una recensione del libro:

    http://www.recensioni-libri.com/psicocibernetica-di-maxwell-maltz/

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