Stanford: l’autismo non è così “genetico”

Una rapidissima notizia, tanto per non perdere la buona abitudine di rimettere in discussione assunzioni ormai date per scontate. Perchè l’autismo? Quali sono le cause della sua manifestazione? Tutti sapevamo che questo distrubo, in quanto oscuro, fosse attribuibile a cause genetiche. Proprio perchè oscuro, effettivamente, la medicina attuale non ha saputo dare risposte certe, ipotizzando che i fattori ereditari contribuissero in maniera significativa al rischio che il bambino ne sviluppasse la sindrome. Sembra che non sia proprio così: un team di ricercatori dell’Università di Stanford, due giorni fa, ha pubblicato on-line uno studio che attesta come l’autismo sia un problema causato da fattori ambientali ai quali si è sottoposti durante la vita intrauterina (Lisa A. Croen; Judith K. Grether; Cathleen K. Yoshida; Roxana Odouli; Victoria Hendrick. Antidepressant Use During Pregnancy and Childhood Autism Spectrum Disorders. Archives of General Psychiatry, 2011; DOI: 10.1001/archgenpsychiatry.2011.73).
Lo studio ha coinvolto 296 bambini affetti dalla sindrome e 1507 bambini del gruppo di controllo selezionato casualmente dal gruppo del Kaiser Permanente Northern California.
Il fattore individuato come causa principale del problema? la serotonina sintetica (il neurotrasmettitore – in questo caso prodotto da farmaci – coinvolto nella regolazione dell’umore) nell’organismo della madre, la cui presenza può essere principalmente attribuibile all’assunzione di farmaci antidepressivi. Ma non solo: la dottoressa Croen – coordinatrice della ricerca – suggerisce che la serotonina sintetica può essere la causa del problema quando concomitante ai cambiamenti fisiologici correlati allo stress e alla depressione della madre sviluppati prima e durante la gestazione.
In altre parole forse occorrerebbe mettersi in testa che la ‘psicosomatica’ non esiste: ogni disturbo possiede in sè fattori psichici e fattori somatici da prendere in considerazione. Questa naturalmente è una conclusione personale (corroborata comunque da fatti e studi concreti): finchè la ricerca medica si concentrerà su uno o sull’altro fattore, senza prenderli in considerazione entrambi, non metterà luce sui fenomeni ‘oscuri’ che risiedono – a nosto avviso – tanto nell’autismo quanto nelle più comuni malattie dei nostri tempi.
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5 risposte a Stanford: l’autismo non è così “genetico”

  1. fromitaly ha detto:

    Siamo certi che chi insisteva solo ed esclusivamente sulla causa genetica per l’autismo comincerà oggi a far sue le “cause ambientali”, parlandoci di impatto prenatale, di pesticidi, di vivere vicino ad una autostrada, di sostanze tossiche cui vengono esposti i bambini, tutto verrà preso in considerazione. Tutto, ma non i vaccini: quelli sono sicuri, tutti gli studi lo dicono! Nessuno si curerà ancora una volta di ascoltare le migliaia di testimonianze dei genitori che attestano il fatto che i loro bambini stavano bene finchè non sono stati vaccinati e tristemente tra noi cominciamo ad immaginare anni di studi sulle lacche per capelli usate dalle mamme, sui detersivi con cui puliscono la casa, su ogni cosa, su tutto, ma non sui vaccini! L’unica cosa che i medici non saranno in grado di fare è dire ai genitori come possono prevenire il rischio di autismo. “Sappiamo che qualcosa nell’ambiente innesca l’autismo, ma non sappiamo che cosa può essere. Vedete voi”, è un po’ quello che ci dicono! E questo è INACCETTABILE!!
    Non possiamo che augurarci che questi nuovi studi scuotano finalmente tutti coloro che di autismo si occupano e che chi ne ha la responsabilità capisca che occorre immediatamente fermare questa epidemia. QUALCOSA sta distruggendo la salute di una generazione di bambini e, nonostante sia stato finalmente riconosciuto il legame con l’ambiente, speriamo di non essere costretti a sopportare altri 20 anni di studi finanziati dalle aziende farmaceutiche che dimostrano che questi fattori non sono i vaccini. Ascoltate per una volta i genitori!

    • spaziomente ha detto:

      Ha la nostra piena approvazione, speriamo che sempre più persone – per lo meno – si informino in materia. Siamo persuasi che, purtroppo, a dominare sulla scarsa apertura verso gli argomenti al di fuori dalle righe siano una paura ed un senso di impotenza folle, la stessa paura ed impotenza su cui gioca chi da esse trae profitto. Il fatto è che spesso si preferisce la rassicurazione facile – e sovente illusoria – alla vera conoscenza. Ebbene, siamo in accordo con la sua espressione: anche questo è inaccettabile, specie se non si è contenti del mondo che ci circonda. Tanto più che oggi sia le prove sperimentali che le alternative sono alla portata di tutti. Grazie per il suo commento e anzi, se avesse qualche articolo o testimonianza da proporre, consideri il nostro blog a sua disposizione.

  2. Pingback: Un portale sull’Autismo: oltre la barriera degli stereotipi | Spaziomente blog

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