Verso una Teoria del Tutto: la fisica di Burkhard Heim

Nei giorni di vacanza lavorativa, abbiamo avuto modo di leggere un bel libro di divulgazione scientifica (grazie Chiara!) dedicato agli appassionati di scienza moderna. Il titolo è, come spesso accade, decisamente audace: “La Fisica di Dio: oltre la fisica dei quanti, una nuova teoria del tutto” di Sabato Scala e Fiammetta Bianchi, edito da Uno Editori.
Il testo si propone di arrivare “al dunque” rispetto alle teorie di unificazione grazie agli studi del fisico tedesco Burkhard Heim (1925-2001) e i collegamenti tra le conclusioni di quest’ultimo con altre teorie inerenti al funzionamento della mente e della realtà fisica.
Come noto, il grande problema delle teorie di unificazione (ovvero il tentativo di riunire le forze fondamentali riconducendole ad una fonte comune) è che la fisica della teoria della relatività e quella della meccanica quantistica sembrano appartenere a sistemi diversi e inconciliabili: la prima si riferisce ad un sistema macroscopico che presuppone uno spazio continuo e meccanismi particellari prevedibili, mentre la seconda presuppone un limite spaziale al di sotto del quale non sia possibile conoscere il comportamento delle particelle che prende in considerazione.
Burkhard Heim elaborò un sistema di rappresentazione basato su una nuova matematica capace di unire le due “fisiche”, teorizzando che il cosmo sia il risultato di infiniti elementi multidimensionali interconnessi. Grazie al paradigma olografico dell’Universo – che afferma che ciò che viviamo e vediamo comunemente non sia altro che una proiezione illusoria di “qualcos’altro” – partendo dagli assunti teorici di Heim, i due autori si spingono dunque oltre l’ovvio per dimostrare (forti di prove matematiche) che quando parliamo di mente, particelle, materia, spazio e tempo, non stiamo parlando di qualcosa di separato, senza possibilità di interconnessione e influenza reciproca, ma di parti di una rete composta da elementi in dialogo tra loro, proprio come il fenomeno dell’entanglement sembrava aver messo in luce già diverso tempo fa.
Di questi argomenti, è vero, se ne parla già da diversi anni: Teoria del Tutto, vuoto quantistico, particelle gemelle, simultaneità, Universo Olografico, coscienza e responsabilità… dunque qual è la novità in questo testo? La novità è che per la prima volta tutti questi elementi appaiono legati tra loro in una forma coerente, “scientifica” nel vero senso del termine, dedicata quindi a tutti i mentaloni che non si danno pace all’idea che tutto ciò che sapevamo fino a poche decine di anni fa è certamente parziale, una fetta della torta (e forse anche la meno intrigante).
Certo, per gli scettici forse non basteranno nemmeno le argomentazioni di Scala e Bianchi, ma tutto sommato chi se ne importa: chi sente vibrare in sè delle informazioni nuove e insolite, non potrà che trarre delle gioiose conferme dal loro lavoro, e certamente questo non è poco.
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2 risposte a Verso una Teoria del Tutto: la fisica di Burkhard Heim

  1. Tengo a precisare che la foto usata in questo articolo non ritrae Burkhard Heim il fisico, ma un omonimo attore di fiction tedesco.

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