Svezzamento vegetariano in 10 “semplici” passi

L’esperienza insegna, ecco perchè oggi vogliamo mettere a disposizione quella di una coppia di nostri amici che hanno deciso di svezzare il loro piccolo con una dieta vegetariana. “Che novità”, direte voi, “cosa ci può essere di strano? i vegetariani in Italia sono circa 5 milioni…”.
Infatti. Ecco perchè i nostri amici sono riusciti “molto semplicemente” a chiedere ed ottenere una dieta di questo tipo al nido che, a breve, ed in concomitanza con il periodo di svezzamento, ospiterà il loro bimbo. Facile, ecco tutto quello che hanno dovuto fare:
1- Andare al nido di riferimento e chiedere una dieta vegetariana per il bambino (in effetti, non sembrerebbe una richiesta dell’altro mondo: quella vegetariana è una scienza in tutti i sensi, studiata, divulgata, diffusa…)
2- Una volta al nido, è stato detto loro che in vent’anni quella era la prima volta che avevano a che fare con una richiesta del genere (sigh!). Avrebbero dovuto sentire l’Asl di riferimento per chiedere delucidazioni…
3- Su sollecito dei nostri amici, è stata fatta la telefonata all’Asl. L’incaricato ha detto loro che la scelta sarebbe stata accolta solo sotto la prescrizione del pediatra di famiglia (ebbene si, sembra di avere a che fare con una malattia…).
4- Presa la macchina, tornati a casa, ripresa la macchina e andati dal pediatra. Semplice, è solo un certificato no? No. La pediatra non se la sente di scriverlo per non prendersi la responsabilità di una scelta simile (…), dunque si è dichiarata disponibile a farlo solo se i nostri due eroi le avessero portato un certificato di idoneità firmato da un nutrizionista.
5- Ripresa la macchina, tornati a casa e riflettuto sul da farsi. In effetti, le possibilità non erano molte: desistere o cercare un nutrizionista. I nostri amici hanno scelto la seconda opzione (ah! ci eravamo dimenticati di sottolineare che il loro non è un capriccio, ma una scelta calibrata su convinzioni, studi ed esperienza personale…).
6- Cercato un nutrizionista non avverso alla dieta vegetariana (neanche si trattasse di superstizione). Trovato, preso appuntamento, andati all’appuntamento.
7- Parlato con il nutrizionista, ottenuto con facilità il certificato (è ufficiale: i nostri amici non sono matti…).
8- Preso il certificato, presa l’auto, andati dalla pediatra di famiglia.
9- Consegnato il certificato, ottenuto il suo benestare, ripresa l’auto e andati al nido.
10- Arrivati al nido, consegnato l’ok della pediatra, avvisata l’Asl e vissero tutti felici e contenti.
Ora, al di là di tutto, la questione ha un che di paradossale. Da anni la scienza medica ha non solo ammesso, ma addirittura incentivato in diversi frangenti la dieta vegetariana in ogni età: come mai tanta resistenza?
Spiega Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: “(…) milioni di vegetariani sono abbandonati a loro stessi, spesso si sentono sotto accusa. Il rifiuto di offrire omogeneizzati di manzo, tacchino, agnello, ma anche spigola o nasello, spiazza persino i pediatri, che tentano di persuadere i genitori a rivedere le posizioni, etichettate come rischiose nelle prime fasi di vita. Non è così. Se oculatamente seguito, il vegetarismo può garantire la crescita e lo sviluppo ottimale dei bambini. L’ American Dietetic Association lo considera adatto in ogni fase della vita, dalla nascita alla vecchiaia, gravidanza e allattamento compresi” (fonte: link).
Ma non solo l’American Dietetic Association. Rispetto alla paura (tutta culturale, alla fine dei conti) che ad un vegetariano manchino delle sostanze, Umberto Veronesi risponde in questo modo: “Una dieta priva di carne non ci può in alcun modo indebolire, e lo prova il fatto che un neonato nei primi mesi quadruplica il peso che aveva alla nascita nutrendosi solo di latte. La carne non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento: le proteine necessarie al nostro organismo, oltre che nella carne e nei cibi di origine animale, si trovano anche in molti vegetali, come i legumi. È dunque possibile trarre dal mondo vegetale una dieta ricca e variata capace di fornirci vitamine, proteine, zuccheri e grassi vegetali in modo completo e calibrato. Esistono poi prove scientifiche che questi alimenti, se consumati in quantità sufficiente, permettono anche di evitare alcune carenze e rinforzano la resistenza contro le malattie infettive. I vegetariani, in genere, hanno non soltanto una vita più lunga dei carnivori, ma evitano malattie croniche invalidanti” (fonte: link).
Luciano Proietti, pediatra e nutrizionista, afferma inoltre che nei primi tre anni di vita, se allattato al seno, il bambino dovrebbe essere naturalmente vegetariano: attraverso il latte materno, i piccoli assumono tutte le proteine utili, non ne occorrono in sovrabbondanza (fonte: link).
Insomma, che fare? Ancora Pinelli, dice che: “l’unico consiglio è quello di affidarsi, sin dai primi giorni di vita del bambino, a un pediatra esperto in nutrizione. Accade spesso che genitori vegetariani, intenzionati a educare alla dieta verde anche i propri figli, incontrino le resistenze del pediatra: allora, convinti della propria scelta ma privi del supporto del medico, si trovano costretti a una dieta “fai da te”, sovente non pianificata e quindi poco equilibrata. L’auspicio, quindi, è duplice: che i genitori si preoccupino di cercare pediatri più aggiornati – che abbiano approfondito le proprie conoscenze sulle scienze nutrizionali – e che sempre più medici dei bambini s’informino sui benefici della dieta vegetariana” (fonte: link).
Ci associamo completamente e vi lasciamo ad un video di Proietti decisamente interessante sull’argomento. Buona visione e buon appetito a tutti!
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5 risposte a Svezzamento vegetariano in 10 “semplici” passi

  1. Pingback: Dieta e disturbi psichici? Si, anche… | Spaziomente blog

  2. Cate ha detto:

    invece al nido (comunale)dove ho iscritto la mia bimba, mi hanno detto che hanno bisogno del certificato del pediatra (noi siamo seguiti dal centro diabetologico pediatrico di Verona che si occupa anche di svezzamento veg, e nell’ improbabile caso che si rifiutasse la pediatra di base lo farebbero loro), ma che non è la prima volta che hanno richieste simili e avendo la cucina interna non ci saranno nemmeno particolari problemi!

  3. Mi fa piacere si parli di questo che problema non dovrebbe essere ma che spesso lo diventa, ammetto di aver sorriso leggendo “Che novità”, direte voi, “cosa ci può essere di strano? i vegetariani in Italia sono circa 5 milioni…” Come parte di quei 5 milioni posso confermare non sia, tutto sommato, facile come dovrebbe far valere il proprio diritto ad essere vegetariani, e quando si parla di pediatri e medici è ancora, sebbene per fortuna non del tutto, un tabù! Bel blog! Buon lavoro.

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