Appuntamento nuove tecnologie e campi elettromagnetici – A.P.P.L.E.

•16 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

La dr.ssa Masiero e il dr. Levis ci hanno mandato questa importante comunicazione, con lo scopo di divulgare la conoscenza relativa ai campi elettromagnetici generati dalle nuove tecnologie. Un appuntamento da diffondere per una corretta educazione ambientale.

Il Comune di Padova – Settore Ambiente, in collaborazione con A.P.P.L.E. (Associazione Per Prevenzione e Lotta all’Elettrosmog), promuovono il Convegno:
I GIOVANI E LE NUOVE TECNOLOGIE CHE EMETTONO CAMPI ELETROMAGNETICI. COME POSSIAMO FARE PER RENDERLI CONSUMATORI CONSAPEVOLI? PROPOSTE PER UN’EDUCAZIONE AMBIENTALE EFFICACE”

mercoledì, 21 ottobre 2009, ore 16:00
Sala Anziani di Palazzo Moroni, Via del Municipio 2, Padova.

L’appuntamento vuole essere un’occasione per riflettere sull’opportunità di una corretta informazione ed educazione in tema di campi elettromagnetici che renda bambini ed adolescenti, oggi i più importanti utilizzatori delle nuove tecnologie ed in particolare del cellulare, consumatori consapevoli, con l’obiettivo di tutelare la propria salute fisica e psichica dai danni riconosciuti dalla ricerca scientifica più recente. Con l’occasione verranno presentati i risultati della ricerca effettuata nelle scuole attrverso i questionari sottoposti ai ragazzi negli scorsi anni scolastici.
PregandoVi di difforndere l’invito, Vi chiediamo di confermare la vostra presenza via fax al numero 049 8022492 o via mail all’indirizzo padova21@comune.padova.it , via telefono e fax all’A.P.P.L.E. allo 049 8750240 o via mail, sempre all’A.P.P.L.E. all’indirizzo laura.masiero@applelettrosmog.it.

Fenomeni quantistici nel cervello? – di Silvia Salese

•30 Settembre 2009 • Lascia un Commento

Qual è la natura della coscienza? Come fanno i contatti neurali a dare origine a pensieri e sentimenti? Molteplici sono i punti di vista, e molto attuale è il dibattito in corso tra filosofi, neuroscienziati, psicologi e fisici delle due principali posizioni sull’argomento: da una parte l’approccio funzionalista, che considera l’esperienza conscia come una proprietà che emerge ad un livello critico della complessità computazionale (è il caso dei riduzionisti, materialisti, funzionalisti, tanto per denominare alcune correnti del caso), dall’altro quello fondamentalista, che al contrario ritiene ingrediente necessario per l’emergere della coscienza un fattore protoconscio intrinseco alla realtà stessa, una sorta di elemento non fisico comprensibile, forse, attraverso la fisica moderna.

Di questa seconda corrente, la visione del panpsichismo (di cui è stato portavoce Baruch Spinoza), quella del pan-esperenzialismo (inaugurato dal filosofo e matematico Alfred North Whitehead) e del più recente pan-protopsichismo (sviluppato dal filosofo americano David Chalmers), considera la coscienza come un fenomeno non comprensibile attraverso i canoni della fisica classica, non riducibile alla complessità del sistema cerebrale e, in definitiva, non computabile.

Ciò che occorre, peraltro, per chiarire l’annosa questione, è proprio una teoria unificata che combini la scala microscopica (messa in luce dalla fisica quantistica) con quella macroscopica, che spieghi cioè come tutto ciò di cui facciamo esperienza sia collegato alle proprietà delle particelle subatomiche e dello spazio-tempo descritte dalla nuova fisica.

Un tentativo in questa direzione è stato fatto da Roger Penrose e Stuart Hameroff, i quali suggeriscono che alla conosciuta attività neuronale del cervello siano connessi fenomeni quantistici macroscopici. Tali fenomeni, renderebbero conto dell’unitarietà dell’esperienza conscia, di come cioè la coscienza possa  essere spiegata come fenomeno che coinvolge l’organismo nel suo insieme, e non solo una sua area (fatto reso evidente, inoltre, dai più recenti studi nella neuropatologia).

Che ruolo avrebbe la coscienza nel loro modello (Orch-Or)? È abbastanza semplice: i due autori riferiscono che  il flusso di coscienza sarebbe determinato da molteplici transizioni di tipo quantistico, nel loro momento di “collasso” da uno stato di superposizione.

Sempre secondo gli autori, gli stati quantistici che avvengono all’interno delle cellule neuronali, sfrutterebbero il tunneling quantistico attraverso delle piccole giunture tra i neuroni e la glia per diffondersi macroscopicamente in tutto il cervello. Ogni evento di riduzione, corrisponderebbe dunque ad una fase di computazione quantica identificata come uno stato di pre-consapevolezza e che culminerebbe in un evento conscio discreto, un “attimo di esperienza”.

L’esperienza conscia emergerebbe dunque come una proprietà intrinseca dell’universo, come la carica e lo spin, che va al di là di una correlazione locale e temporale (caratteristica della superposizione).

Per maggiori approfondimenti si veda http://www.spaziomente.com/Neuroscienze.html.

Dalla Teoria dell’Informazione al concetto di Anima – di F. Intilla

•16 Settembre 2009 • Lascia un Commento

Uno dei concetti più fondamentali, nel mondo della fisica, scaturì dalla mente di Albert Einstein agli inizi del secolo scorso; tale concetto, che emerse dalla legge della Relatività Ristretta (esposta in un celebre articolo del 1905), dichiarava semplicemente quella che sarebbe presto divenuta la dicotomia più famosa al mondo, ovvero: l’equivalenza di massa ed energia (espressa con l’indimenticabile formula “E=mc^2” ).

Ciò che si arrivò a comprendere quindi, indubbiamente non con poche difficoltà a livello di “pura intuizione”, fu appunto questa sostanziale uguaglianza tra il concetto di massa e quello di energia. La massa, andava quindi considerata solo ed esclusivamente come una forma complessa di energia.

Di certo non fu facile per i fisici di un tempo, familiarizzarsi subito con questa nuova e straordinaria visione della realtà; di fatto occorsero parecchi anni, affinché gradualmente nel mondo accademico venisse pienamente accettata questa nuova “corrente di pensiero”. Una svolta decisiva a favore di questo nuovo paradigma, la diedero indubbiamente i due scienziati tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann, quando nel dicembre del 1938, scoprirono la fissione nucleare. Bombardando l’Uranio con neutroni, scoprirono fra i prodotti di reazione alcuni elementi di numero di massa intermedio, come il Bario radioattivo, la cui presenza inizialmente era inspiegabile. Nel 1939, Lise Meitner e Otto Frisch, annunciarono la soluzione di questo enigma. Queste scoperte diedero quindi ad Einstein la conferma dell’equivalenza di massa ed energia, ben 34 anni dopo che egli l’ebbe prevista!

Sono trascorsi circa settant’anni, a partire da quel lontano 1939, e da allora sino ad oggi si può dire che la nostra visione della realtà, poggi ancora saldamente le sue basi sulla famosa equazione di Einstein (“E=mc^2”) e su ciò che sostanzialmente essa ci porta a considerare, ovvero: massa ed energia sono la stessa e identica cosa, ma con aspetti diversi e quindi, per ragioni di praticità, definite con nomi diversi.

In questi ultimi anni, grazie anche alle innumerevoli nuove scoperte nel campo della computazione quantistica, molti fisici hanno però iniziato a porsi anche la seguente domanda: Ma se la massa non è nient’altro che una forma complessa di energia, volendo andare oltre, in ultima analisi, quale sarebbe il “costituente fondamentale” dell’energia?

Ebbene una risposta a questa domanda, potrebbe essere la seguente:

L’Energia non è nient’altro che una forma complessa di Informazione; per cui il costituente fondamentale dell’Energia, altro non è che Informazione nel suo stato fondamentale.

Ma cerchiamo di capire i motivi che mi hanno spinto a formulare questa affermazione, e soprattutto di individuare le basi su cui poggia tale ipotesi.

Verso gli inizi degli anni cinquanta, l’ingegnere e matematico americano Claude Elwood Shannon, gettò le basi teoriche di quella che sarebbe stata entro pochi anni riconosciuta come la: Teoria dell’Informazione. Uno degli aspetti più curiosi ed interessanti che emerse da tale teoria, fu la stretta correlazione tra l’entropia termodinamica e quella invece relativa all’Informazione di un sistema dato. In parole povere, ciò che in ultima analisi si arrivò a comprendere, è che per qualsiasi aumento di entropia termodinamica, corrisponde una perdita di Informazione su un dato sistema, e viceversa.

L’unità di misura di una determinata quantità di Informazione, è espressa con il termine bit. Ora, per fare un esempio, se noi portiamo un dato sistema ad una temperatura prossima allo zero assoluto, la sua entropia diminuirà sino a valori pressoché nulli, e di conseguenza il suo “livello” di Informazione tenderà al massimo consentito.

A questo punto, compiendo alcuni semplici ragionamenti analogici, viene da porsi le seguenti domande: Ma se con l’aumentare dell’entropia di un sistema, è riscontrabile contemporaneamente anche una perdita della quantità di energia (calore) di tale sistema, ed oltre a ciò abbiamo parallelamente anche una perdita di Informazione sempre riferita al sistema in questione, quest’ultima, non potrebbe essere associata-legata alla quantità di energia (calore) che si disperde nell’ambiente circostante a causa del secondo principio della termodinamica? E se così fosse, in che modo sarebbe ad essa legata? Qual’è la sottile linea di confine tra un bit di Informazione e un elettronvolt di energia? Ma stiamo parlando di due cose differenti (bit ed elettronvolt), oppure della stessa identica cosa, ma con aspetti differenti (come nel caso dell’equivalenza di massa ed energia)? E se alla fine scoprissimo che bit ed elettronvolt rappresentano semplicemente due tipi di unità di misura, con cui possiamo definire il concetto fondamentale di Energia? Bè, allora sarebbe lecito chiedersi: Ma quante migliaia, milioni oppure miliardi di bit occorrono per costituire un singolo elettronvolt (o Joule) di energia?

Non dimentichiamoci del fatto che nell’Equazione di Schrödinger la funzione d’onda descrive un’ampiezza di probabilità, e nessuno ci impedisce di sostituire/ridefinire tale ampiezza (P) con una determinata quantità di Informazione (I)!

Ecco quindi in sostanza da dove nasce la mia ipotesi di considerare l’Informazione, come una sorta di costituente fondamentale dell’Energia.

Giustamente a questo punto qualcuno potrebbe chiedersi:

Ma come, una perdita di energia (calore) comporta un AUMENTO dell’informazione e non una diminuzione.

Veniamo quindi alla risoluzione di tale paradosso.

Si consideri un corpo qualsiasi dotato di una certa massa; se noi aumentiamo la temperatura (T) di tale corpo, avremmo un flusso di energia (E) che dal corpo in questione si sposta nell’ambiente ad esso circostante. Il corpo quindi giustamente perderà una determinata quantità di Informazione (I) e ci apparirà come un sistema dotato di una notevole entropia; l’informazione che il corpo perderà però, si sposterà semplicemente nell’ambiente ad esso circostante, aumentandone l’Informazione.

Ecco perché noi non potremo mai misurare-osservare tale Informazione; per il fatto che essa rimarrebbe sempre fuori da qualsiasi corpo o sistema entropico termodinamico.

Non è da escludersi quindi che tale “informazione in eccesso”, possa andare a confluire in una o più dimensioni nascoste, previste nella Teoria delle Stringhe.

Contrariamente invece, nel caso in cui diminuissimo la temperatura (T) di tale corpo, andremmo a rallentare il flusso di energia (E) che dal corpo si sposta nell’ambiente ad esso circostante.A temperature prossime allo zero assoluto, il flusso di energia sarebbe pressoché nullo; in questo caso l’Informazione(I) non avrebbe alcun modo di passare dal corpo in questione all’ambiente ad esso circostante. Il corpo quindi disporrebbe della quantità massima consentita di Informazione.

Riflettiamo un attimino su questa domanda: Nel momento in cui un sistema perde una determinata quantità di Informazione, questo cosa comporterebbe, forse che tale informazione, essendo legata all’energia (calore) durante il processo entropico, debba anch’essa disperdersi nell’ambiente circostante sino a “dissolversi” completamente?

Se così fosse avremmo a che fare con due “campi di informazione dinamica” della stessa intensità, in grado di interagire tra loro, di fondersi l’uno con l’altro, e infine di “dissolversi” nell’ambiente circostante al sistema considerato. Ma così non è, fortunatamente. [per campo d'informazione dinamica, intendo semplicemnte una quantità di informazione in grado di muoversi nello spazio e nelle dimensioni,auto-organizzantesi e costante nel tempo,ossia che non segue assolutamente il secondo principio della termodinamica (principio entropico). E quindi per questo motivo,praticamente eterna].

Un “campo di Informazione dinamica”, costituito da una determinata quantità di bit di Informazione, entro certi limiti di intensità, non potrà mai andare a costituire un singolo elettronvolt o Joule di energia. Ragion per cui, esso stesso (non potendo interagire con il resto dell’energia del sistema, molto più intensa e misurabile con strumenti fisici poiché in grado di interagire con i diversi campi elettromagnetici del sistema in questione), rimane sempre indipendente da qualsiasi processo entropico termodinamico.

La cosa più importante che possiamo dedurre da queste ultime considerazioni, è che un “campo di informazione dinamica” che rientri entro certi limiti di intensità, non è vincolato da alcun tipo di processo entropico termodinamico. Ne segue a volte l’andamento, ma non è soggetto ad alcuna interferenza di campo. Esso è quindi in grado di auto-organizzarsi, ossia di mantenere costante e regolare la sua struttura nel tempo, senza alcuna interferenza da parte dei comuni campi di energia che vanno a costituire l’ambiente del sistema considerato. Inoltre, esso sarà in grado di fondersi con altri campi di informazione dinamica della stessa intensità, e quindi di accrescere la sua estensione nello spazio, ma non necessariamente il suo livello di intensità.

Ed ora andiamo a scoprire cosa ha a che fare tutto ciò che vi ho esposto sinora, con il concetto di Anima.

La mente umana, come ben sappiamo, produce un determinato campo magnetico nell’ordine delle decine di femtoTesla (1 fT = 10^–15 T).

Questo campo, lo dobbiamo semplicemente alla nostra attività cerebrale.

Già allo stato fetale, ossia pochi mesi prima della nostra nascita, il nostro cervello, grazie alla sua costante attività, produce un campo di informazione dinamica che dal momento in cui veniamo al mondo, continua negli anni a farsi sempre più intenso, sino a raggiungere un determinato limite. Ora è assolutamente necessario che vi sia ben chiara una cosa: il campo di informazione dinamica prodotto dall’attività cerebrale e quello elettromagnetico (molto più intenso, che potremmo definire “di scarto”,poiché non è nient’altro che il risultato del lavoro che compie il nostro cervello in attività, per produrre i nostri “pensieri”, i quali in ultima analisi vanno a costituire il nostro campo di informazione dinamica), sono due cose ben diverse e non interagiscono l’una con l’altra!

Se proprio vogliamo, possiamo identificare il campo di informazione dinamica del nostro cervello, come una sorta di “risonanza” del campo magnetico dovuto all’attività cerebrale (molto più intenso e quindi misurabile con strumenti fisici).

Su scale prossime alla lunghezza di Planck,spazio e tempo perdono qualsiasi significato fisico;per tale ragione anche il concetto stesso di energia risente di tale condizione (non dimentichiamoci che in natura non può esistere alcuno spazio “vuoto di campo”,ossia di energia; tanto è vero che persino il vuoto quantistico,sia esso il falso o il vero vuoto,è in ogni caso colmo di particelle virtuali – Feynman docet). Un campo di Informazione dinamica, va quindi a definire-costituire quella parte della realtà del tutto imponderabile e inosservabile con strumenti fisici,poichè al di sotto di quel limite definito dalla lunghezza di Planck.Per questo motivo quindi, qualsiasi tipo di “risonanza” che prendesse forma o scaturisca da determinate onde cerebrali, ponendosi al di sotto della soglia di Planck, sarebbe indipendente da qualsiasi forma di interazione con il mondo subnucleare (formato da quark,gluoni e via dicendo).

Come abbiamo precedentemente visto, un campo di informazione dinamica è in grado di auto-organizzarsi, ossia di mantenere costante e regolare la sua struttura nel tempo, senza alcuna interferenza da parte dei comuni campi di energia che vanno a costituire l’ambiente del sistema considerato (in questo caso: mente umana – ambiente ad essa circostante).

Ecco quindi in quali termini potremmo intendere il concetto di Anima; ovvero, essa è da considerarsi un particolare tipo di campo di informazione dinamica, in grado di dissociarsi dal corpo fisico che lo “ospita”, nel momento in cui non vi sono più i presupposti per poter rimanere legato alla propria sorgente elettromagnetica (attività cerebrale).

Affermare quindi che l’Anima non “muore” mai, è quindi in linea di principio del tutto corretto. Affermare che gli animali (oltre alla specie umana) hanno un’Anima, anche in questo caso è in linea di principio corretto.

Tutte queste ipotesi e considerazioni, sono a mio avviso totalmente in accordo e “affini” alla teoria di Rupert Sheldrake sui campi morfogenetici, a quella di Richard Dawkins sulla Trasmissione dei Memi (memetica), e infine a quella di Carl Gustav Jung sull’Inconscio collettivo.

Nella “scienza ortodossa”, tutto il discorso sull’interazione tra Entropia termodinamica e Informazione, risulta valido solo ed esclusivamente su sistemi isolati (chiusi e aperti) in cui è presente un osservatore in grado di interagire con il sistema considerato e quindi di rilevare-calcolare tutto ciò che accade all’interno del sistema stesso (di cui egli fa parte). Questa condizione è quindi l’unica che ci è consentito di conoscere, sulla base della quale siamo in grado di misurare-calcolare ogni passaggio di stato dell’energia, con rispettivi livelli di entropia (termodinamica e dell’Informazione) e quantità di Informazione.Da questo assunto, si arriva quindi alla seguente conclusione:Per qualsiasi osservatore che si trovi all’interno di un sistema termodinamico, è assolutamente impossibile misurare-calcolare un’eventuale quantità di Informazione che si sposti o si trovi al di fuori del proprio sistema di riferimento.Nell’ipotesi a Molti Mondi di Everett, tutte queste mie considerazioni trovano sicuramente terreno fertile. Non ho comunque intenzione in questa sede di spingermi oltre verso una tale direzione,poichè vista la complessità dell’argomento, non credo proprio sia il caso.

Le parole che riporterò qui di seguito, sono del fisico Frank J.Tipler, non le mie:

„(…)tutte le entità presenti nell’Universo attuale,codificano una quantità di informazione di gran lunga inferiore alla quantità permessa dalla teoria quantistica dei campi. Per esempio,se un atomo di idrogeno dovesse codificare tutta l’informazione che gli è consentita dal limite di Bekenstein,potrebbe codificare circa 4 x 10^6 bit di informazione (…)Quindi un atomo di idrogeno potrebbe codificare all’incirca un megabyte di informazione,mentre di norma codifica molto meno di un bit.La massa dell’idrogeno non viene di certo utilizzata in modo efficiente!Se si assume che il raggio sia quello di un protone (R= 10^-13 cm),la quantità di informazione codificabile nel protone è costituita da soli 44 bit!Questo valore è davvero piccolo rispetto alla complessità del protone – tre quark valenza,innumerevoli quark e gluoni virtuali- che è di fatto tanto complesso che non siamo ancora riusciti a calcolarne lo stato di base dai principi fondamentali utilizzando il Modello Standard, anche utilizzando i supercomputer più avanzati!“

Bene, ora io mi chiedo:

In che modo vogliamo cercare di risolvere questo,chiamiamolo: “enigma dell’Informazione mancante”? Rimanendo saldamente ancorati allo spazio-tempo di Minkowski, oppure cercando di andare un attimino oltre a questo concetto di realtà,abbracciando magari l’idea di un Universo a più dimensioni (vedasi teorie delle stringhe) e non da ultima,anche l’ipotesi a Molti Mondi di Everett? Fintantoché continueremo a relegare tali teorie nel mondo della matematica,dubitando fortemente di un loro potenziale coinvolgimento nella realtà fisica a noi nota, difficilmente riusciremo a fare qualche passo avanti nella comprensione di tutto ciò che attualmente accantoniamo nel mondo della fantascienza e del paranormale.

La cosa che mi fa più rabbia, è che Schrödinger l’ha già dimostrato più di mezzo secolo fa che in definitiva noi non siamo nient’altro che onde di probabilità …ma nessuno sembra ancora volerlo capire.

Per chi volesse scaricare l’articolo (aggiornato,in versione integrale) in formato PDF,questo è il link:

http://www.slideshare.net/Intilla/dalla-teoria-dellinformazione-al-concetto-di-anima-wwwolosciencecom

Fausto Intilla, 31 agosto 2009

Note:

Per un approfondimento sulle Basi fisiologiche dei segnali bio-elettromagnetici, vedasi Appunti del corso integrativo tenuto dal dott. Andrea Brovelli nel modulo di Neuroscienze per gli studenti del Corso di Laurea in biotecnologie dell’Università di Trieste: http://fc.units.it/ppb/Segnali/Segnali1.html

Per ulteriori informazioni sul lavoro di Intilla: http://www.oloscience.com/

Per articoli su spaziomente: http://www.spaziomente.com

Risonanza morfica e coscienza collettiva

•9 Settembre 2009 • Lascia un Commento

I campi morfici di ogni sistema esercitano la loro influenza su sistemi successivi mediante un processo chiamato risonanza morfica.

La risonanza morfica individua l’idea secondo cui ogni individuo facente parte di una specie, attinge alla memoria collettiva della specie – o campo morfico della specie – e si sintonizza con i suoi membri passati, a sua volta contribuendo all’ulteriore sviluppo della specie stessa.

Le implicazioni di questa teoria sono di portata immensa, per esempio in campo sociale, artistico, scientifico, ecc. Sheldrake ci offre nuovi aspetti degli istinti e dei comportamenti, ci dà nuove prospettive delle strutture sociali, in termini di campi morfici, delle forme culturali e delle idee.

Infatti, secondo la sua ipotesi, i campi morfici si estendono oltre il cervello, fin nell’ambiente circostante, legandoci agli oggetti che cadono sotto la nostra percezione e rendendoci capaci di agire su di essi attraverso le intenzioni e l’attenzione [Sheldrake R., 1999].

In campo psicologico questa ipotesi offre un substrato scientifico al fenomeno della profezia che si auto-adempie, secondo cui le aspettative di un individuo influiscono sulla condotta comportamentale di altri individui.

In campo psicoanalitico permette inoltre una lettura fisica-biologia della teoria dell’ inconscio collettivo di Carl Gustav Jung, del tele che emerge nelle dinamiche di gruppo secondo Moreno, e del concetto di peste emozionale introdotto da Wilhelm Reich (ossia di quei contagi psicologici di massa che si manifestano in gigantesche esplosioni di sadismo e criminalità).

In termini di gruppi sociali infatti, il campo morfico sottende all’idea che ogni gruppo di persone è organizzato da un campo, e che questo campo non è solo una struttura organizzatrice nel presente, ma contiene anche una memoria di quello che era quel gruppo sociale nel passato, attraverso cui ogni individuo è collegato con la risonanza morfica.

Questo processo si determina per tutti i sistemi riscontrabili in natura e corrisponde a ciò che Sheldrake ha chiamato causalità formativa, ossia il meccanismo grazie al quale le cose assumono la loro forma, o la loro organizzazione.

Tratto da http://www.spaziomente.com/articoli/Le_informazioni_invisibili_i_campi_morfici.pdf

Il dr. Quantum e la doppia fenditura

•8 Luglio 2009 • Lascia un Commento

Per tutti i non-fisici e gli allergici ai testi specifici, segnaliamo questo simpatico e interessante video sull’esperimento della doppia fenditura, uno degli aspetti cardine della fisica quantistica. Buona visione!

Il digiuno può salvarci la vita – di Marcello Pamio

•7 Luglio 2009 • Lascia un Commento

Cari amici di spaziomente, riportiamo un articolo di Marcello Pamio, che ringraziamo, presente sul sito www.disinformazione.it. Con  l’augurio di indurci a riflettere prima di ricorrere a medicinali e torture mediche.

Il digiuno può salvarvi la vita
Marcello Pamio – 18 giugno 2009

Prima di spiegare cos’è il digiuno e perché è importante, è necessario comprendere cos’è la malattia.
A tal proposito e per completezza, vi invito a leggere l’articolo “La malattia: amica o nemica?” del dottor Sebastiano Magnano.
In estrema sintesi, dal punto di vista igienistico, il “sintomo” (ufficialmente chiamato “malattia”) è il tentativo ultimo della Natura, cioè dell’organismo, di eliminare tutte le tossine (alimentari, metaboliche, emozionali, ecc.) che hanno inquinato il corpo.

Il costante avvelenamento
Le tossine entrano nella circolazione sanguigna principalmente attraverso:
1) Tossiemia esogena, cioè esterna, provocata da alimenti nocivi (combinazioni errate, fermentazioni, putrefazioni intestinali) o sostanze estranee all’organismo (microbi, batteri, ecc.)
2) Tossiemia endogena, cioè interna, di origine cellulare per la ritenzione di metaboliti. In ogni momento i tessuti (cellule, ecc.) vengono distrutti nel processo chiamato “catabolismo”. Questi sono rifiuti tossici che devono essere espulsi quanto prima dal corpo.

L’avvelenamento, sia per opera di cibi tossici e/o combinazioni errate, sia nel caso dei tessuti distrutti, in un organismo sano, forte e in buona salute, viene ridotto ed eliminato dal sangue rapidamente. Quando invece l’energia nervosa non è sufficiente, il sistema di eliminazione non funziona correttamente provocando la ritenzione delle tossine e la costante intossicazione del sangue e dei tessuti. Nel momento in cui tale intossicazione supera una soglia di tolleranza, scatta immediatamente la malattia.

L’energia nervosa
Il troppo freddo o caldo, le preoccupazioni, i traumi, la digestione appesantita, gli sforzi mentali e fisici, la paura, gli eccessi emozionali, la rabbia, il non riposo, ecc. sono tutte condizioni che a lungo andare snervano l’essere umano e disperdono l’energia corporea.
Quando l’energia individuale si abbassa e raggiunge un certo livello (unico ed individuale per ogni persona), viene ritardata l’eliminazione delle tossine, dei rifiuti tossici, con conseguente deposito di scorie e tossine che causano autoavvelenamento.
La zona o l’organo dove avviene il maggior deposito di scorie dipende da persona a persona, dipende dalla costituzione, da eventuali predisposizioni (non certo genetiche, ma epigenetiche, quindi ambientali), dalla zona a “minor resistenza”, ecc.
Qualcuno potrà vedere interessate le articolazioni (artrosi, reumatismi, gotta, ecc.), qualcun altro un organo specifico (fegato –> cirrosi, polmoni –> polmonite, reni –> nefrite, stomaco –> gastrite, arterie –> ipertensione), ecc.

Malattia e sintomo
Nonostante queste differenze di locazione il concetto di malattia non cambia: si tratta sempre di una “eliminazione vicariante” operata dal corpo per espellere le tossine e diminuire la pericolosa saturazione tossica.
Sembrerà strano, ma tutti i fattori esterni a noi (freddo, caldo, microbi, virus, batteri, alimenti, ecc.) non possono causare di per sé la malattia, a meno che non provochino snervamento e indebolimento dell’energia vitale, la cui conseguenza è il ritardo nella espulsione delle tossine.
Se e solo se, il sangue si satura di tossine, interviene “l’eliminazione vicariante” detta malattia (o sintomo)!
Quindi in quest’ottica, la malattia altro non è che la Natura stessa che interviene di prepotenza, per liberare il carico tossico dal corpo, e segnalarci che siamo usciti dai binari di una vita sana e naturale.
Il nostro stile di vita globale (alimentazione, mondo dei sentimenti, mondo dei pensieri, le cose che diciamo e come le diciamo, ecc.) viene messo in discussione. Sta a noi comprenderlo e accettarlo, oppure possiamo sempre girare la testa dall’altra parte e prendere la medicina, il prodotto naturale, il farmaco omeopatico, ecc.
Tutte cose che nel bene (medicine naturali) e nel male (farmaci tossici) interferiscono con il meccanismo messo in atto dalla Natura.

STRESS AMBIENTALE – ABITUDINI QUOTIDIANE ERRATE

TRAUMI (FISICI-MENTALI-EMOZIONALI)

INDEBOLIMENTO

ELIMINAZIONE INSUFFICIENTE E RITENZIONE DI TOSSINE

TOSSIEMIA

MALATTIA
Irritazione > Infiammazione > Indurimento > Ulcerazione > Fungosità (cancro)

Qui sopra, dal diagramma codificato dal dottor J.H. Tilden (1851-1940) che esemplifica l’andamento della malattia, si può evincere che la malattia viene sempre dopo una tossiemia generalizzata, e la tossiemia viene sempre dopo un indebolimento energetico causato dallo stile di vita errato (alimenti tossici come le proteine animali, le combinazioni errate, una vita sregolata, poco riposo, ecc.)
Se tutto parte da un indebolimento generale e generalizzato, è logico che il riposo (mentale, fisico, emozionale) è basilare, e infatti in quest’ottica il digiuno è uno degli strumenti chiave.

Virus e batteri
Che ruolo hanno in tutto questo i batteri e virus? Sono esseri così tremendi da dover combattere con ogni strumento?
In questa visione, non sono certo da demonizzare, visto che il nostro corpo è praticamente colonizzato da miliardi di microrganismi, per non parlare dei virus (informazione ricoperta da una proteina) che sono all’ordine del giorno.
Nonostante quello che viene insegnato nelle scuole di medicina, i pericoli non arrivano dall’esterno se il corpo è sano e forte. Un qualsiasi organismo in perfetta salute “resiste” a qualsiasi “entità estranea”, mentre un corpo malato, indebolito da pratiche debilitanti (stress, traumi, alimentazione, ecc.) soccombe a qualsiasi cosa.
I microbi sono dei saprofiti, vale a dire che si nutrono delle materie organiche morte o morenti. In questa maniera se i tessuti si trovano in uno stato tossiemico tale da necessitare una pulizia, allora agiscono positivamente in favore della salute.
Se i tessuti sono sani, ossigenati e nutriti correttamente, il corpo ha numerosi sistemi (pelle, mucose, secrezioni battericide, globuli bianchi, proteine, fegato, milza, linfociti, ecc.) per distruggere i microrganismi che accidentalmente arrivano dall’esterno (cibo, acqua, respirazione, ferite, ecc.).
I microrganismi interni, quindi, vengono “attivati” e/o “disattivati” dal nostro terreno biologico e fungono da veri e propri “spazzini” che aiutano a “pulire” il corpo in determinate situazioni patologiche. Gli antibiotici (“anti-bios” = contro la vita, contro la Natura) per esempio, distruggono tutte le forme di vita, impedendo ai microbi di lavorare e alla Guarigione di manifestarsi.

Cos’è il digiuno?
Diciamo subito che il digiuno non è una cura e nemmeno una terapia: è “semplicemente” il riposo fisiologico dell’organismo!
Parlare di “digiuno-terapia”, in termini odierni, non sarebbe molto corretto, a meno ché non s’intenda per terapia il complesso processo di autoguarigione (che però vedremo tra poco).

L’economica della Natura
La Natura si sa, non spreca nulla.
L’organismo umano normale è fornito di una scorta di materiali nutritivi messi da parte sotto forma di grasso, midollo osseo, glicogeno, estratti muscolari, latte, minerali, vitamine, ecc.
Sembrerà impossibile, ma un corpo in buona salute possiede immagazzinata una scorta nutritiva appropriata e sufficiente per superare giorni, settimane e anche alcuni mesi senza cibo.
Se non ci si alimenta, il corpo si avvale di queste riserve per nutrire i tessuti, e quando queste si esauriscono sopravviene il vero e proprio dimagrimento.
Nel sangue, linfa, ossa, specialmente nel midollo osseo, nel grasso, nel fegato e nelle altre ghiandole, persino nelle cellule vi sono riserve di proteine, grassi, zuccheri, minerali e vitamine da utilizzare nei momenti di scarsezza.
Quindi l’organismo a digiuno non verrà danneggiato dall’astinenza se e solo se le riserve saranno sufficienti a soddisfare i bisogni nutritivi dei tessuti e/o organi primari (cervello, polmoni, cuore, sistema nervoso, ecc.).

Per esempio, il glicogeno (amido animale), immagazzinato nel fegato, a bisogno viene trasformato in zucchero e distribuito ai tessuti a seconda le necessità.
Migliaia di esperimenti su persone hanno stabilito che durante il digiuno i tessuti si consumano in ordine inverso alla loro importanza: il grasso è il primo tessuto a scomparire (scompare il grasso dai muscoli, ma il muscolo mantiene la sua integrità ed una forza sorprendente).
Certamente l’organismo a digiuno cala di peso, ma tale perdita, anche se per un periodo prolungato, coinvolge le riserve e non i tessuti organici.
Infine, la perdita di peso varia a seconda del carattere e della qualità dei tessuti, dell’attività fisica ed emotiva svolta, della temperatura esterna, ecc.
Gli stress emotivi, l’attività fisica, il freddo e i tessuti scadenti accelerano il processo del calo di peso.
La regola importante è “in salute o in malattia, mai forzare del cibo nello stomaco”

Nelle malattie acute
Nelle malattie acute (infiammazioni, dolori, febbre, ecc.) la fame non si presenta perché le energie devono essere indirizzate verso altre direzioni piuttosto che “sprecate” per la digestione.
L’energia viene deviata dagli organi digestivi verso il lavoro più urgente, e anche il sangue fa la stessa cosa: viene dirottato verso quelle zone che ne richiedono in quantità.
Vi è assenza di succhi gastrici e le pareti del sistema digestivo secernono muco in quantità; i movimenti muscolari dello stomaco vengono sospesi e viene quindi meno la capacità di digerire il cibo.
Non si deve mangiare durante una crisi acuta, sia perché non si digerirebbe correttamente provocando fermentazioni e/o putrefazioni, ma anche perché il digiuno allevia il dolore e alleggerisce il carico di organi come reni e cuore.
Negli stati febbrili, i medici napoletani di 150 anni fa, facevano digiunare! Oggi? Il medico prescrive tachipirina, novalgina, aspirina, e altri veleni tossici per l’organismo.
Saltare qualche pasto, quando si presentano i primi sintomi, spesso è sufficiente a prevenire lo sviluppo di malattie più serie.

Nelle malattie croniche
Nelle malattie croniche una persona tende a credere di aver fame, ma le sue sensazioni sono solo irritazioni del tratto digestivo. Questi sintomi scompaiono quando si digiuna.
Durante il digiuno si accelerano i processi escretori che liberano velocemente il corpo dalle scorie e tossine che sono causa del disturbo
Nell’anemia e nel diabete, non si può intraprendere il digiuno da soli, ma serve la guida di un esperto igienista

Quattro buone ragioni per digiunare

1- Dimagrimento. Il digiuno è la strada più veloce, sicura ed efficiente per dimagrire.

2- Compensazione fisiologica. Quando si deve digerire un cibo una grande quantità di sangue deve affluire agli organi digestivi e l’organismo conseguentemente tende ad essere pigro, ad addormentarsi. Se si svolge un lavoro pesante, il processo digestivo è praticamente sospeso. Digiunare, conservando le energie digestive, permette di deviarle verso altri canali e quindi di svolgere altri lavori.

3- Riposo fisiologico. Il digiuno permette il riposo del sistema digestivo, ghiandolare, circolatorio, respiratorio, nervoso. Più cibo viene ingerito, maggiore è il lavoro che deve essere svolto dagli organi che formano tali sistemi; in presenza di un digiuno questi organi si riposano. Le ghiandole della bocca e dello stomaco, il tubo digestivo, il fegato e il pancreas non devono lavorare. Il cuore, le arterie si alleggeriscono e riposano. Le ghiandole, all’infuori di quelle che scernono succhi digestivi, riducono la loro attività secretrice. La respirazione rallenta e il sistema nervoso lavora di meno.

4- Eliminazione. Il dottor J. H. Tilden: “Dopo 55 anni trascorsi nel selvaggio mondo delle terapie mediche, sono costretto a dichiarare, senza paura di essere smentito, che il digiuno rappresenta l’unico evacuatore terapeutico sicuro per l’uomo

Il dottor Felix L. Oswald: “Il digiuno rappresenta il migliore sistema rinnovatore. Tre giorni di digiuno all’anno purificano il sangue ed eliminano i veleni più efficacemente di cento bottiglie di soluzioni purgative”.
Non esiste niente altro che al pari del digiuno che sia in grado di aumentare l’eliminazione delle sostanze di rifiuto dal sangue e dai tessuti.
Le secrezioni represse o i rifiuti trattenuti vengono espulsi dall’organismo ed il sistema risulta purificato. Servono pochi giorni per liberare il sangue e la linfa dalle tossine, ma il digiuno prosegue nella sua azione e provoca l’espulsione delle tossine che da molto tempo erano depositate nei tessuti meno importanti (grasso, organi, ecc.)
Il digiuno costringe il corpo a consumare (autolisi) tutti i tessuti superflui e le scorte nutritive utilizzandole per sostenere i tessuti principali. In questo senso le tossine immesse in circolazione potranno essere espulse dagli organi escretori.

L’escrezione
L’escrezione è una delle funzioni fondamentali della vita ed è essenziale per l’esistenza stessa. L’organismo per mantenersi in vita deve: ASSIMILARE, CRESCERE, ESCRETARE
Abbiamo visto prima che vi è un continuo sforzo da parte dell’organismo di espellere le tossine accumulate, i rifiuti organici e inorganici (metabolismo: anabolismo e catabolismo).
Tutto quello che il corpo non può utilizzare come cibo deve essere espulso dal corpo.
Le energie dell’uomo sono divise sempre tra ASSIMILAZIONE ed ELIMINAZIONE.
Durante il digiuno (sospensione dell’alimentazione) l’eliminazione degli scarti, delle tossine raggiunge livelli unici.
Il riposo da solo aumenta l’eliminazione, anche se non agli stessi livelli.

Tutto ciò che diminuisce il lavoro dell’organismo aumenta quello dell’eliminazione

Forza ed energia durante il digiuno
Per quanto paradossale possa apparire, le persone deboli traggono i maggiori benefici da periodi di astinenza dal cibo, anche perché, la debolezza di solito, non è dovuta a mancanza di cibo ma ad una condizione di intossicazione dell’organismo e da una cattiva assimilazione.

Il digiuno può curare?
Il termine “cura” deriva dal latino che significava “attenzione”, “cautela”.
Oggi ovviamente ha un altro significato.
Il digiuno non “cura” nulla: è un periodo di riposo fisiologico, l’interruzione di ogni fatica.
Il riposo fornisce all’organismo l’opportunità di fare da solo quello che non riesce a fare in completa attività.

Solo quando le cause vengono eliminate e/o bloccate, il corpo, DA SOLO, può iniziare a guarire. Rimuovere le cause NON significa guarire, significa rendere possibile che i processi ristoratori, rigeneratori, perfezionino il loro operato.
Questo operato si chiama AUTOGUARIGIONE

Guarire, a differenza di curare, è un processo biologico, NON è un’arte.
Un chirurgo può cucire una ferita ma non può guarirla, può mettere insieme le estremità di un osso rotto ma non può unire o saldare le due parti. SOLO l’organismo può fare questo.

Guarire è un processo naturale

Ogni GUARIGIONE è in realtà solo AUTOGUARIGIONE e per tanto il digiuno non è una cura.
In quanto riposo fisiologico, il digiuno permette all’organismo di autoguarirsi, fornendo al corpo l’opportunità di lavorare con meno sforzi.

Alcune cosa da sapere nel digiuno
1- Quando si inizia a digiunare quasi inevitabilmente si presentano sviluppi fisici che non devono allarmare: lingua bianca, bocca e alito cattivo, denti impastati, mal di testa, ecc.
Sono tutte condizioni che rappresentano il processo purificatore. Appena il corpo scarica il suo fardello tossico, inizia il processo di purificazione della lingua, prima la punta e poi sui lati e alla fine bocca e lingua puliti.
2- L’urina può diventare scura, quasi nera, dall’odore forte, anche se si beve solo acqua. Indice del lavoro renale di eliminazione.
3- La perdita di peso è dovuta all’utilizzazione delle riserve organiche
4- La debolezza è dovuta all’inattività funzionale. Si è molto rilassati, il cuore e la respirazione rallenta, la circolazione si calma. La debolezza iniziale è dovuta all’assenza della “solita stimolazione”: caffè, ecc.
5- L’aspetto più noioso forse è rappresentato da nausee e vomito, che però sono importanti crisi purificatorie.
6- Il riposo (fisico e mentale) è fondamentale.
7- L’esercizio fisico all’aria aperta moderato è molto importante
8- Il raffreddamento inibisce l’eliminazione, per cui bisogna stare al caldo.
9- Bere acqua fresca pura, non fredda.
10- I bagni di sole sono un fattore nutritivo di grande aiuto nel digiuno, basta non abusarne.
11- Niente purganti durante il digiuno

L’interruzione del digiuno
Il momento ideale per interrompere il digiuno è quando si manifesta il ritorno della fame.
La lingua è pulita e l’alito è sano.
L’interruzione e la ripresa alimentare è fondamentale per non vanificare il tutto.
Si può riprendere mangiando cibi leggeri come frutta e verdure. Tre pasti al giorno, semplici e non ricchi, formati da cibi freschi.

Bibliografia:
“Il digiuno può salvarvi la vita”, dottor Herbert Shelton, ed. Manca
“La Tossiemia causa primaria di malattia” dottor J.H. Tilden, ed. Manca
“Tossiemia e la disintossicazione” di Emanuele Dimauro, tratto da “Igiene Naturale e Salute”, nr.78-79-80, aprile 2009

www.disinformazione.it

Lo Spazio Tempo neurologico – di Claudio Messori

•29 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Pubblicato il nuovo articolo di Claudio Messori su www.spaziomente.com (per scaricare l’articolo, cliccare qui).

Interessante e ben strutturato, ricco di riferimenti e link. Ne pubblichiamo una piccola parte:

“Alla domanda: ma dove sta l’osservatore che vede il pensiero? La risposta è: da nessuna parte perché non c’è nessun osservatore. Il pensiero, così come la sensazione, la percezione, la memoria e così via sono l’effetto della sovrapposizione di relazioni coerenti tra stati a correlazione di spin (potenziale scalare polarizzato nel campo gravitazionale quantistico a reti di spin), stati a correlazione di fase ( campo d’onda-particella, il campo elettromagnetico con le sue due componenti, una longitudinale-scalare  virtualmente polarizzata nello spaziotempo e una trasversale-vettoriale polarizzata nello spazio particellare) e stati a correlazione elettronica (campo di materia – atomi, molecole, sistemi di molecole – polarizzato nello spazio tridimensionale degli scambi ionici).”

Nuovo articolo del dr. Stagnaro

•25 Giugno 2009 • 2 Commenti

Su www.spaziomente.com il dr. Stagnaro ci parla della semeiotica biofisica quantistica e del suo corroborare la psicocinetica. Sembra ormai che l’esistenza di campi sottili di informazione sia un fatto, evidenziato da sperimentazioni e rigorose analisi empiriche. Rimane solo un problema: l’informazione divulgativa, l’avvicinare le persone a quanto di buono stia offrendo la scienza. Speriamo, con il tempo, di porre rimedio.
Potrete leggere l’articolo completo, scaricabile gratuitamente, cliccando qui.

Conferenza Ryke Geerd Hamer – Torino

•24 Giugno 2009 • 8 Commenti

Segnaliamo un evento datato 3 Luglio, ore 21, presso il Circolo Culturale Neonis di Via Cagliari 12, Torino:

LE CINQUE LEGGI BIOLOGICHE NELL’UOMO SECONDO LA TEORIA DI HAMER.

Presenta Alberto Turco.

Locandina Neonis

Locandina Neonis

Naturalmente, l’ingresso è gratuito. Vi aspettiamo numerosi!

Programma (quasi) del tutto aggiornato SSE

•24 Giugno 2009 • Lascia un Commento

Carissimi lettori, ecco a voi il programma del congresso di Viterbo della SSE. Quasi definitivo…

Thursday, August 13

12.00 Opening registration
18.00 Get-together party

Friday, August 14 (Morning)

8.45 Welcome
9.00 Ulisse Di Corpo Luigi Fantappiè
9.40 Antonella Vannini Pre-stimuli heart rate reactions
10.00 Vittorio Elia Dissipative structures in extremely diluted solutions of homeopathic medicine
10.40 Richard Blasband The effects of healing intention on water

11.00 Break

11.30 Rita Pizzi Evidence of neuron sensitivity to ultraweak electromagnetic fields
12.10 Antonio Giuditta The 1907 PK experiments by prof. Filippo Bottazzi
12.50 Massimo Biondi A pragmatic approach to cases of non-recurrent spontaneous psychokinesis

13.30 Lunch

Friday, August 14 (Afternoon)

15.00 Paul Devereux Walking with spirits
15.40 Bjørn G Hauge Transient luminous phenomena in the low atmosphere of Hessdalen valley,
Norway

16.20 Break

16.50 Guided tour of Old Viterbo

21.00 Dinner

Saturday, August 15 (Morning)

9.00 Alexander Trofimov Weakening of the protecting geomagnetic field and biological evolution
9.40 Maria Luisa Felici, Giulio Caratelli Poltergeist cases and geomagnetic factor: a verification
10.00 Edgar Wunder The (non)testability of astrology. Some theoretical considerations and empirical attempts for solutions

10.30 Break

11.00 Vasileios Basios Complex systems and living systems: a promenade on the borderline
11.40 Bruno d’Udine, Philip Franses Medicinal herbs as a living paradigm of the new dynamic between biology, physics and complexity
12.00 Brigitte Holzinger Cognition during sleep: a therapeutic intervention in nightmares
12.20 Lewis Hollander Weight gain transients as a clue to consciousness access

12.40 Lunch

Saturday, August 15 (Afternoon)

15.00 Garrett Moddel Teasing energy from zero-point fluctuations
15.30 John F. Caddy Resonance and the implicate order: are creativity and ceremony poles apart?
16.00 Roger Taylor A preliminary study of the “life-energy” associated with orgonite, ormus and pyramids by means of a quantitative dowsing technique

16.30 Break

17.00 Jon Taylor The physical and biological foundations of ESP
17.30 Marina Alfano, Rosolino Buccheri Science’s impermeability as impediment to the permeability of knowledge
17.50 The misterious lights of the Norvegian Hessladen lights (A documentary)

18.50 Free time

21.00 Gala Dinner

Sunday, August 16 (Morning)

9.00 Round Table on “Nature, origin and role of mind” (Part 1)

10.30 Coffee break

11.00 Round Table on “Nature, origin and role of mind” (Part 2)
12.20 Emilios Bouratinos The fifth force

13.00 Lunch

14.00 Congress ends